Sentenza della Corte d’Assise di Firenze. La svolta nelle indagini dal Dna e dalle tracce di sangue trovate nella casa della coppia. Il 49enne, che non avrebbe restituito un prestito di 50mila euro, cercava denaro e gioielli
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Condanna alla pena dell’ergastolo per Antonino La Scala (detto Antonello), 49 anni, di Vibo Valentia. La sentenza è stata emessa dalla Corte d’Assise di Firenze che ha anche disposto per l’imputato la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici. I giudici hanno così accolto la richiesta del pm della Procura di Firenze, Barbara Bresci. Omicidio volontario aggravato, rapina aggravata e tentativo di occultamento di cadavere seguito da incendio i reati contestati. Il vibonese Antonino La Scala è stato riconosciuto colpevole degli omicidi di Umberto Della Nave e la moglie Dina Del Lungo, di 83 e 81 anni, la cui abitazione è stata poi incendiata nel tentativo di cancellare le tracce del delitto. Il fatto di sangue è avvenuto il 5 dicembre 2023 a Osteria Nuova – frazione del comune di Bagno a Ripoli –, in provincia di Firenze, mentre il rinvio a giudizio dell’imputato risale al novembre 2024. Umberto Della Nave è stato barbaramente picchiato e poi abbandonato tra le fiamme, mentre la moglie è stata strangolata. Nessuno dei familiari delle vittime si è costituito parte civile, mentre l’imputato era difeso dall’avvocato Tiziana Barillaro.
Regge l’accusa della Procura
Dall’attività investigativa che ha permesso ai carabinieri di risalire al vibonese Antonino La Scala (con precedenti per narcotraffico) è emerso che lo stesso avrebbe ricevuto un prestito da Umberto Della Nave per la somma di 50mila euro. Ad avviso degli inquirenti, Antonino La Scala non solo non avrebbe restituito il denaro ma quando si è presentato il 5 dicembre 2023 a casa di Umberto Della Nave sarebbe andato alla ricerca – secondo l’accusa – di altri soldi e gioielli. Avrebbe per questo minacciato l’anziano con un coltello alla gola sino ad ucciderlo. I carabinieri hanno trovato nella cassaforte dell’abitazione denaro in contanti per 25mila euro e diversi gioielli. La svolta nelle indagini si è avuta dal ritrovamento da parte dei militari dell’Arma delle banconote macchiate di sangue sul retro della casa e dalle ricevute del prestito trovate nell’abitazione insieme all’agenda dove l’anziano segnava le uscite di denaro. Nel rovistare la casa alla ricerca della cassaforte, Antonino La Scala si sarebbe ferito con un bicchiere lasciando tracce di sangue ovunque. Dal dna e da altri elementi, i carabinieri sono così risaliti al vibonese bloccandolo nei giorni successivi al volante di un’Audi A4 (acquistata di seconda mano con il denaro del prestito da 50mila euro) con due valigie nel cofano.
L’incendio dell’abitazione sarebbe stato quindi appiccato da Antonino La Scala per sviare le indagini e simulare un incidente domestico. Umberto Della Neve aveva prestato a La Scala anche una motocicletta, con il commerciante che nell’estate 2023 aveva segnalato ai carabinieri la mancata restituzione di diecimila euro, ma non era poi andato avanti con la denuncia all’atto della restituzione della moto.

