Traccia un bilancio positivo delle attività svolte dal Tribunale amministrativo regionale il presidente Gerardo Mastrandrea, nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. «È aumentata la produttiva ed è diminuito il contenzioso ma di minore qualità mentre è aumentata la qualità di richiesta di giustizia. La produttività è stata aumentata anche grazie a specifici programmi di smaltimento delle vecchie pendenze con un risultato importante che consiste nel fissare già nel 2026 tutti i ricorsi del 2024 e 2025».

Il presidente del Tribunale ha evidenziato che «al di là di alcune materie che procedono con rito abbreviato, come gli appalti, anche nelle materie ordinarie riusciamo a fornire una risposta in massimo un anno o due dalla presentazione del ricorso. È questo un esempio di efficienza che si deve all’impegno dei magistrati». 

In relazione alle materie particolarmente delicate affrontate dal Tribunale nel corso del 2025 vi sono i ricorsi per le interdittive antimafia e la sanità. Quest’ultimo settore, secondo quanto riferito dal presidente del Tribunale, «è diminuito in termini di contenzioso ma risulta qualitativamente sempre importante».

Molto impegnativo il settore delle interdittive antimafia «che contraddistingue la realtà regionale» ha sottolineato Mastrandrea. «Stiamo affrontando nei tempi dovuti tenendo presente gli orientamenti della giurisprudenza per valutare gli aspetti del lavoro e della continuità aziendale, ovvero la necessità di bilanciare gli interessi anche a tutela della legalità devono tener conto nei limiti del possibile di non interrompere l’attività aziendale con tutto ciò che ne consegue dal punto di vista economico e lavorativo».

Il numero dei ricorsi depositati in materia di interdittiva antimafia, in particolare, si mantiene sostanzialmente invariato. Nel corso del 2025 sono stati presentati 35 ricorsi a fronte dei 39 registrati nel 2024. «Tale dato conferma - si legge nella relazione - la persistente presenza nel contesto regionale di un fenomeno di criminalità organizzata particolarmente preoccupante volto a insinuarsi nel tessuto economico produttivo».

Significativo incremento del contenzioso relativo alla posizione degli stranieri, a fronte dei 33 ricorsi depositati nel 2024, nel 2025 se ne registrano 85, ma nella maggior parte dei casi legati ad una carenza di motivazione correlata a una istruttoria non sempre approfondita. In un simile contesto, il Tribunale amministrativo regionale «ha operato nella costante ricerca di soluzioni organizzative idonee a mitigare gli effetti delle scoperture attraverso una razionale distribuzione dei carichi di lavoro e una attenta programmazione dei ruoli di udienza, tenuto conto che il non congruo numero di magistrati in servizio incide necessariamente sul numero di giudizi».

Nonostante le misure adottate tuttavia, evidenzia il presidente del Tar restano evidenti le scoperture delle piante organiche. «Il deficit di organico non rappresenta più una emergenza episodica ma una carenza sistemica che incide non solo sulla gestione degli affari correnti ma limita e condiziona la capacità dell'ufficio di programmare interventi di ampio respiro». Mastrandrea aggiunge quindi che «è più che mai necessario che l'organo di autogoverno della giustizia amministrativa intervenga per porre rimedio strutturale alle carenze del nostro tribunale assicurando una dotazione che non si limita alla mera copertura del turnover».

Per quel che riguarda i dati relativi alla produttività, invece, nella relazione si evidenzia come i provvedimenti emessi nel 2025 siano stati 1.609 a fronte di 1.620 ricorsi presentati. Nel 2024 tra sentenze brevi e ordinarie ne erano state emesse 1.395 con un aumento della produttività. Sì registra inoltre una diminuzione del numero dei ricorsi depositati passati dai 2.050 del 2024 ai 1.791 del 2025 per effetto essenzialmente del deflettore dei ricordi di ottemperanza. La flessione dei depositi ha riguardato in particolare le materie ambientali (-15), demanio e patrimonio (-21), istruzione pubblica (-16), sanità pubblica (-36), sicurezza pubblica (-30) e silenzio della pubblica amministrazione (-29). Nel corso del 2025 sono stati depositati 40 ricorsi per interventi del Pnrr, affrontati con rito accelerato.