Dopo la morte di Rocco Cichello e Domenico Colacchio il Comune ha emanato il provvedimento, poi rettificato e infine cancellato. Il sindaco Fuduli non raggiungibile al telefono: «Ha dimenticato il cellulare a casa»
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Il lutto cittadino proclamato a Filandari per la morte di Rocco Cichello e Domenico Colacchio è stato annullato. Nel giro di ventiquattr’ore il Comune ha prima disposto la partecipazione ufficiale della comunità al cordoglio per le due vittime dell’incidente sulla Provinciale 17, poi rettificato il provvedimento e infine cancellato entrambe le ordinanze adottate il giorno precedente. Alla base del dietrofront, come si legge nel nuovo atto firmato dalla sindaca Concettina Rita Maria Fuduli, ci sono le «sopravvenute determinazioni delle competenti Autorità in ordine allo svolgimento delle esequie».
Il provvedimento numero 21 del 6 settembre annulla infatti sia l’ordinanza numero 19, con cui era stato proclamato il lutto cittadino, sia la successiva numero 20 che aveva rettificato il primo atto. Con la nuova disposizione cessano formalmente tutti gli effetti delle ordinanze emanate il 5 settembre.
Il Vibonese ha provato a contattare la sindaca per comprendere meglio i passaggi che hanno portato a un cambio di programma tanto rapido. Al suo cellulare, però, ha risposto il figlio, spiegando che la madre aveva dimenticato il telefono a casa. Una circostanza possibile, ma quantomeno insolita nelle ore in cui l’Amministrazione è chiamata a gestire una vicenda così delicata. Resta quindi, almeno per il momento, senza un chiarimento diretto da parte della prima cittadina il quadro che emerge dagli atti ufficiali.
Il provvedimento del Questore e i funerali privati
L’ordinanza comunale non specifica nel dettaglio quali siano le determinazioni intervenute, limitandosi a richiamare le decisioni assunte dalle «competenti Autorità» sullo svolgimento delle esequie. Secondo quanto ricostruito da Zoom24, dietro il repentino cambio di programma ci sarebbe però un provvedimento del Questore adottato per ragioni di ordine e sicurezza pubblica, con il quale sarebbe stato disposto che i funerali di entrambi gli uomini si svolgessero esclusivamente in forma privata e nella giornata di domenica 6 settembre alle ore 16.
In origine il Comune aveva previsto uno scenario completamente diverso. L’ordinanza numero 19 del 5 settembre aveva proclamato il lutto cittadino, con bandiera a mezz’asta negli edifici pubblici e la sospensione delle manifestazioni ricreative durante le esequie. I funerali avrebbero dovuto tenersi separatamente: quello di Cichello domenica a Filandari e quello di Colacchio il giorno successivo nella frazione Arzona.
L’intervento della Questura avrebbe quindi imposto una prima correzione. Con l’ordinanza numero 20 il Comune aveva recepito le nuove modalità delle esequie mantenendo comunque il lutto cittadino. Poi è arrivato il terzo atto in meno di ventiquattr’ore: l’annullamento sia della proclamazione originaria sia della successiva rettifica.
Nel testo firmato il 6 settembre la sindaca prende infatti atto delle sopravvenute determinazioni delle autorità e spiega che proprio queste rendono necessario «procedere all’annullamento delle disposizioni precedentemente adottate», così da adeguare gli atti comunali alla nuova situazione.
Tre ordinanze in ventiquattr’ore
Una successione di atti che si inserisce nelle ore immediatamente successive alla tragedia che ha sconvolto Filandari. Domenico Colacchio, 52 anni, e Rocco Cichello, 37, entrambi residenti nel comune vibonese, hanno perso la vita nell’incidente avvenuto nella notte tra il 4 e il 5 settembre lungo la Strada provinciale 17, nei pressi di Zungri.
L’auto sulla quale viaggiavano è uscita dalla carreggiata per cause ancora in corso di accertamento. Dai primi riscontri sarebbe stato escluso il coinvolgimento di un altro veicolo.

