Hanno chiamato spacciandosi per finanzieri del Gruppo di Lamezia Terme. Hanno chiamato sul numero fisso e per prima cosa hanno chiesto i dati personali degli anziani presi di mira. Poi i finti finanzieri hanno lanciato l’esca: la targa dell’auto della persona chiamata era stata clonata e adoperata per una rapina in una gioielleria. I truffatori sono stati molto precisi indicando anche il nome del negozio rapinato. Infine hanno chiesto alla vittima di recarsi nella caserma della Guardia di finanza per sporgere denuncia sulla clonazione della targa.

La caserma si trova vicino all’aeroporto, una distanza tale da consentire di lasciare l’abitazione, scoprire l’inganno e tornare indietro in tempo per trovare la casa svaligiata. È questa la cosiddetta truffa del finanziere che gruppi di malfattori sta perpetrando in tutta Italia. E questo è il momento in cui hanno puntato Lamezia Terme e i territori limitrofi.

Nel caso di cui vi stiamo parlando la famiglia presa di mira non ha abboccato, anche se i truffatori sono stati duri a mollare. I finti finanzieri hanno voluto parlare anche col figlio del padrone di casa. Hanno voluto sapere il nome e quanti persone vivevano in casa. L’uomo al telefono si è presentato come maresciallo con tanto di nome e cognome, invitando a chiamare al 117 per avere conferma delle sue informazioni. Aggiungendo che la notizia della rapina fosse stata trasmessa perfino sul Tg5.

A questo punto la famiglia ha mangiato definitivamente la foglia e ha chiuso il telefono. I truffatori non hanno mollato, hanno richiamato e insistito. Ma ormai l’inganno era stato svelato e una telefonata a veri finanzieri ha confermato i sospetti.

Questo genere di truffe sta diventando spudorato e molto frequente. Le forze dell’ordine consigliano di stare attenti, di non fornire dati personali al telefono e non lasciare incustodite le proprie abitazioni in seguito a una telefonata da chi si presenta come un tutore della legge.