Primo focolaio individuato a Taurianova. Parla il direttore di Coldiretti Calabria Francesco Cosentini: «Si può contrastare intervenendo tempestivamente sulle piante infette»
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La Xylella fastidiosa è arrivata in Calabria e per il comparto olivicolo regionale si apre una fase di massima allerta. Il primo focolaio è stato individuato nel territorio di Taurianova, nel Reggino. La Regione Calabria ha quindi istituito un'area infetta di 50 metri attorno alle piante positive e una zona cuscinetto di 2,5 chilometri, che interessa anche porzioni dei territori di Cittanova e Terranova Sappo Minulio.
Una notizia che non arriva del tutto inattesa, secondo Francesco Cosentini, direttore regionale di Coldiretti Calabria ospite dell’edizione serale del Tg di LaC. «Non è un fulmine a ciel sereno, temevamo potesse arrivare in Calabria. Oggi la Xylella si trova fino alla provincia di Foggia e noi abbiamo il vantaggio di avere una certa esperienza: potremmo partire con un po' più di conoscenza».
Il riferimento è alla lunga emergenza che ha colpito l'olivicoltura pugliese. La Regione continua ancora oggi a mantenere attivo un articolato sistema di monitoraggio, contenimento ed eradicazione, con misure specifiche anche contro gli insetti vettori della Xylella.
Ed è proprio l'esperienza pugliese a rappresentare, per Cosentini, un monito per la Calabria. «Siamo preoccupati perché dobbiamo evitare la morte di esemplari di ulivo. In Puglia ne sono morti 20 milioni, in Calabria ce ne sono 25 milioni. Questo dà la misura dell’emergenza».
La parola d'ordine, dunque, è tempestività. Per Cosentini la strategia passa innanzitutto dall'individuazione rapida delle piante infette e dalla loro eliminazione, accompagnata da un monitoraggio capillare del territorio. «Si può contrastare intervenendo tempestivamente sulle piante infette, facendo attività di monitoraggio nelle zone cuscinetto e allargando il monitoraggio a tutta la Calabria. Bisogna distruggere le piante infette».
Le prime misure sono già state formalizzate dalla Regione. Il decreto dirigenziale numero 14746 del primo settembre ha disposto l'individuazione del focolaio di Xylella fastidiosa sottospecie pauca e la delimitazione delle aree interessate, prevedendo attività di eradicazione nella zona infetta e monitoraggio nella zona cuscinetto, oltre a specifiche disposizioni sulla movimentazione delle piante sensibili.
La scoperta è stata resa possibile anche grazie alla segnalazione di un proprietario terriero, arrivata il 15 luglio. I controlli effettuati tra luglio e agosto hanno portato ai campionamenti e alle successive analisi di laboratorio, mentre la relazione tecnica e fitosanitaria è stata trasmessa alla Regione il 27 agosto. «Il 2 settembre è uscito il decreto e si adotta il piano di azione. In poco tempo la Regione si è attivata».
Per il direttore regionale di Coldiretti Calabria, l'emergenza può essere affrontata e gestita, anche attraverso il sostegno delle istituzioni. «La Xylella si può gestire e si può convivere con questo problema. Si possono attivare forme di finanziamento, perché finalmente l'Unione europea ha legiferato e ha prodotto un regolamento che impone la lotta alla Xylella, sostenendo anche le Regioni che devono far fronte alle spese».
Gli interventi, spiega Cosentini, non riguarderanno soltanto il monitoraggio e l'abbattimento delle piante infette, ma anche il ripristino del patrimonio olivicolo. «Ci saranno attività di monitoraggio, analisi e abbattimento, ma anche di sostituzione delle piante».
E proprio sulla possibilità di ristorare gli agricoltori arriva la rassicurazione finale: «Laddove sarà necessario rimpiazzare le piante colpite e morte a causa della Xylella, o quelle avviate verso la morte, potranno intervenire finanziamenti e contributi comunitari in grado di ristorare gli agricoltori e riportare le condizioni produttive allo stato ottimale».



