Il furto sacrilego avvenuto nell'edificio religioso dedicato alla Sacra Famiglia, nel rione Mazzagatti, aveva turbato la comunità. Il sindaco Scarcella: «La rabbia della cittadinanza ha scosso le coscienze dei malviventi. Troveremo fondi per restaurare il luogo di culto»
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Anche dai momenti bui può nascere una nuova luce. A Gioia Tauro, dopo la preoccupazione e l’indignazione per il furto della campana e del crocifisso avvenuto nella chiesa dedicata alla Sacra Famiglia, un gruppo di ladri pentiti ha deciso di restituire la refurtiva. Questo atto di redenzione ha colpito profondamente i membri della comunità, che hanno accolto la notizia con gioia. L’atto sacrilego compiuto nel luogo di culto del rione Mazzagatti era stato denunciato ieri dall’amministrazione comunale, e aveva scosso tutti.
Il sindaco di Gioia Tauro, Simona Scarcella, che ha seguito fin dai primi momenti con partecipazione lo svolgersi della vicenda, ha esternato la propria soddisfazione: «Abbiamo ricevuto la bellissima notizia da don Giovanni, che mi ha contattata comunicandomi che sia la campana che il crocifisso sono stati lasciati abbandonati proprio dietro la chiesa, quindi in prossimità della zona del furto. Sono stati notati da alcuni residenti del quartiere. Come amministrazione comunale siamo felicissimi e stiamo valutando di trovare anche qualche risorsa per restaurare la chiesa. Sono convinta che il moto di rabbia della cittadinanza abbia scosso le coscienze di queste persone inducendole a restituire il malloppo. Ringrazio sentitamente le Forze dell'Ordine che si sono spese per il buon esito della vicenda».


