L’Aterp di Catanzaro cerca case per ricollocare la popolazione rom che attualmente vive nel ghetto di Scordovillo. Uno scoglio da superare che si sta mostrando più tosto del previsto.
L’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica regionale ha indetto un avviso pubblico perché ha «l’esigenza di individuare immobili da acquistare al fine di adibirli a residenza». L’ente cerca sia costruzioni già abitabili che «in corso di costruzione».
Di avvisi pubblici l’Aterp ne ha pubblicati due: uno il 18 dicembre 2025 (con scadenza il 18 gennaio 2026) e l’altro il 22 dicembre 2025 (con scadenza il primo marzo 2026).

Immobili da acquistare nel Lametino

L’Aterp, è scritto nel bando, «ha l’esigenza di individuare immobili da acquistare, anche da ristrutturare o in corso di costruzione, al fine di adibirli a residenza, nel territorio del Comune di Lamezia Terme e nei paesi vicini, Curinga (fraz. Acconia), Gizzeria, Platania, Feroleto Antico, Maida, Pianopoli, San Pietro a Maida, collegati mediante il servizio di trasporto pubblico, in modo da consentire agli assegnatari di raggiungere agevolmente la città di Lamezia Terme e le relative strutture di collegamento (aeroporto, stazione ferroviaria, stazione pulman, ecc…)».

66 famiglie da sistemare

Sgomberare il campo rom non è un’operazione facile. Si tratta di 96 famiglie per un totale di 411 persone. Questi i dati di marzo 2024. In quella data, con la vecchia amministrazione comunale, si diceva che lo sgombero era previsto per fine estate. Ad oggi l’Aterp cerca ancora immobili per spostare le famiglie e svuotare Scordovillo. Al momento sono stati trovato alloggi per circa 30 famiglie. Restano 66 famiglie da sistemare. Ora, l’intento è quello di compiere un’unica operazione: nel momento in cui si troverà una casa per tutti, il campo rom verrà sgomberato e bonificato.

I tempi che si dilatano

Un’impresa non facile che sta facendo dilatare i tempi dell’operazione anche perché i privati, da quanto si apprende, non stanno aderendo al bando dell’Aterp.
Lo scorso 17 aprile il prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa, comunicava – in seguito a una riunione convocata con sindaci, assessori regionali, Aterp e Commissario per la bonifica generale – che «per quanto concerne la riqualificazione dell'area di Scordovillo e, quindi, la connessa necessità di delocalizzare la popolazione rom residente, la Regione ha illustrato le fasi di attuazione del progetto già avviato ed interamente finanziato con rilevanti risorse (oltre 35 milioni di euro), evidenziando che, in occasione della prossima riunione della Cabina di Regia prevista per la metà di maggio, si riuscirà a focalizzare più nel dettaglio la disponibilità degli immobili oggetto di apposito bando pubblico per ospitare la popolazione rom di Scordovillo».

Sensibilizzare le agenzie immobiliari

Mentre prosegue la bonifica del campo adiacente al ghetto abitato, resta lo scoglio della collocamento di 96 famiglie.
Anche per questo motivo ieri si è tenuta una riunione in Comune a Lamezia tra l’amministrazione, l’Aterp e i soggetti dell’Ati-Ats “Abitiamo il Lametino” di cui capofila e la Progetto Sud.
All’incontro hanno partecipato anche diverse agenzie immobiliari del territorio, coinvolte con l’obiettivo di «sensibilizzare e informare sulle opportunità legate all’acquisto di immobili da destinare a uso residenziale, nell’ambito dei percorsi di inclusione e reinserimento abitativo delle famiglie rom presenti sul territorio comunale».
Lo scopo, è stato spiegato alle agenzie immobiliari, è quello di «acquistare immobili da ristrutturare o da destinare a residenza, sottolineando l’importanza di intercettare immobili distribuiti in diverse aree della città e dell’hinterland, evitando soluzioni che possano riprodurre nuove forme di concentrazione o ghettizzazione».

Progetto di inclusione sociale

In questo percorso Progetto Sud ha il compito, con l’aiuto del Comune, di promuovere l’inclusione sociale tra la popolazione rom e il resto della comunità. Allo scopo sono partiti alcuni laboratori dedicati all’integrazione e i mediatori sono all’opera nel campo rom per prendere familiarità con la popolazione residente.
Una volta sgomberato e bonificato il campo rom, l’area è destinata ad essere restituita alla collettività con strade di collegamento, parcheggi, spazi pubblici.