Svincolo autostradale di Falerna bloccato, traffico deviato a Lamezia e nuova tappa nella lunga road map della mobilitazione degli agricoltori in Calabria contro il caro carburanti. 

C’erano le aziende del Lametino: sono arrivati da Falerna, Amantea, Nocera Terinese per rilanciare le parole d’ordine della protesta. «Non ce la facciamo più, dal Governo e dalla Regione arrivano interventi che sono soltanto pannicelli caldi mentre le nostre aziende rischiano di morire. Abbiamo bisogno di aiuti seri, non ci serve l’elemosina». Il riferimento è ai 15 milioni che la Cittadella ha deciso di destinare all’emergenza: troppo pochi, considerato che andranno divisi tra il settore agricolo e quello dei trasporti. Mercoledì si saprà come, ma le premesse non confortano chi vede la propria attività sull’orlo del baratro. 

A Falerna, intorno alla rotonda, si percepisce oltre alla rabbia anche un filo di stanchezza: la partecipazione è in calo, ci sono pochi cittadini, non si vedono le istituzioni. È un momento (forse inevitabile) di difficoltà ma gli agricoltori non si arrendono e provano a rilanciare. Lo ha spiegato ieri una nota che annuncia presidi fissi dal 16 ottobre in quattro punti strategici della Calabria: il porto di Gioia Tauro, l’aeroporto di Lamezia Terme, lo svincolo A2 allo scalo di San Marco Argentano e nell’area dei depositi di carburante a Vibo Marina. Altre tappe pensate per arrivare al clou: un'azione congiunta di blocco insieme al comparto degli autotrasportatori prevista a partire dal 21 ottobre.