La mappa delle criticità nel Cosentino continua ad aggiornarsi, ora anche attraverso le segnalazioni che arrivano sui social. Sulla pagina Facebook Meteolino fanpage”, curata da Natalino Bosco, in queste ore si moltiplicano i post di cittadini e residenti che raccontano frane, smottamenti, fango e tratti stradali diventati difficili da percorrere dopo l’ultima ondata di piogge.

Da Lappano, in contrada Piano di Fronte, viene segnalato un nuovo cedimento: «è franata altra terra» con l’invito a percorrere la strada «con massima prudenza». A Carpanzano, in provincia di Cosenza, il tono è quello di una richiesta d’aiuto: «Siamo completamente isolati. Le strade non sono percorribili e nessuno si fa sentire e vedere», con il racconto di chi sta cercando di liberare i passaggi «spalando il fango a rischio e pericolo». A Figline Vegliaturo viene indicata una frana che «si allarga», alimentando la preoccupazione per un dissesto che potrebbe estendersi.

Tra le segnalazioni più articolate c’è quella dei residenti di via Irto, a Dipignano, che riferiscono di una situazione «grave e crescente» dopo le alluvioni del 13 febbraio 2026. Il fiume Busento, sostengono, avrebbe eroso in modo significativo gli argini naturali e il terreno continuerebbe a cedere. A rendere più delicato il quadro, sempre secondo il racconto dei residenti, sarebbero alcuni alberi caduti nell’alveo che devierebbero il corso dell’acqua, con colpi ripetuti su un’area già instabile. «Ad oggi… non sono stati effettuati interventi di messa in sicurezza, ma solo sopralluoghi», scrivono, annunciando l’invio di una segnalazione ufficiale alle autorità con documentazione fotografica e l’appello: «Chiediamo attenzione, responsabilità e interventi tempestivi. La sicurezza delle persone viene prima di tutto».

Il timore, in un contesto già provato, è che una nuova fase di maltempo possa aggravare i punti più compromessi, anche perché i terreni risultano saturi d’acqua. Nello stesso flusso di aggiornamenti viene riportata la frase dell’ingegnere e meteorologo Zimbo: «A Cosenza è già caduta metà della pioggia che si registra in un anno», un dato che rende l’idea della pressione accumulata su versanti, corsi d’acqua e infrastrutture.

Intanto, sul fronte delle aree più colpite dall’esondazione del Crati, a Lattughelle e ai Laghi di Sibari proseguono gli interventi di supporto e ripristino: volontari della Protezione Civile, insieme a Consorzio di Bonifica e Calabria Verde, stanno lavorando per liberare case e strade dal fango e per affrontare le criticità lungo gli argini, mentre il territorio resta sotto osservazione in attesa dell’evoluzione meteo.