Migranti positivi ad Amantea, i cittadini si preparano ad incontrare le istituzioni

VIDEO | Desta preoccupazione il focolaio scoppiato nel Cas. Una riunione tra commercianti, associazioni e politici locali ha scelto la delegazione che nelle prossime ore incontrerà la task force sanitaria dell'Asp di Cosenza e i commissari prefettizi che guidano il Comune (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Francesca  Lagatta
2 ottobre 2020
21:03

Ad Amantea il focolaio di contagi scoppiato nel centro di accoglienza per migranti, arrivato fino a 94 casi, continua a destare preoccupazione. «Si è tenuta ieri sera la riunione straordinaria organizzata dai commercianti di Viviamantea - è scritto sulla pagina social dell'associazione - con l’obiettivo di trovare una soluzione condivisa al problema dell’emergenza sanitaria presente». L’incontro che ha visto il confronto tra associazioni, partiti ed esponenti politici locali, nonché i sindaci dei paesi limitrofi, era volto a cercare soluzioni per evitare l'istituzione della "zona rossa". In questa occasione si è costituita una delegazione di persone che nelle prossime ore incontrerà, salvo imprevisti, i dirigenti della task force sanitaria dell'Asp di Cosenza e i commissari prefettizi che guidano da mesi il Comune di Amantea.

Pericolo di nuove proteste?

«Dal confronto - si legge ancora nella pagina - è emersa una chiara volontà di evitare proteste "in strada" e continuare a perseguire una sobria interlocuzione istituzionale». Viviamantea, dunque, non ha nessuna intenzione di replicare le proteste avvenute in città nel luglio scorso, come quella di bloccare la strada statale 18. Ma il pericolo di proteste è davvero scongiurato? Tra i cittadini, madri e padri di famiglia, ma anche tanti commercianti, il nervosismo è alle stelle. Qualche giorno fa un folto gruppo di persone ha scritto alla procura di Paola chiedendo di fare luce sulla vicenda. Ma, come già si precisò all'epoca, chiedere di trasferire altrove i migranti non sarebbe un atto a sfondo razzista, bensì dettato soltanto dalla paura. Secondo alcuni testimoni, la struttura che ospita i ragazzi positivi non sarebbe controllata abbastanza e spesso si vedrebbero i giovani in teoria non contagiati discutere senza protezioni adeguate con quelli positivi, per poi uscire liberamente per andare al lavoro e svolgere delle commissioni.

Il trasferimento di una decina di migranti

La situazione, ad Amantea, sta diventando insopportabile. Oltre alla salute pubblica si teme per le ricadute finanziarie. Un altro lockdownn manderebbe all'aria decine di attività commerciali che avevano trovato la forza di andare avanti dopo la bufera economica di marzo scorso. Ieri, intanto, sono stati trasferiti i primi dieci migranti, ma questo non è servito a calmare gli animi. Gli amanteani vogliono che la colonnina dei contagi torni a zero. Potrebbe anche succedere, ma per conoscere le sorti della città e degli ospiti del Cas, bisognerà attendere ancora qualche ora, quando si avrà l'esito dell'incontro con le istituzioni.

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