Oggi davanti alla Corte d’Assise di Catanzaro gli avvocati Giuseppe Spinelli e Renzo Andricciola hanno rimesso in dubbio, come già fatto nel corso dell’udienza preliminare, la costituzionalità della legge Cartabia che prevede il divieto di accedere al rito abbreviato, e quindi ad uno sconto di un terzo della pena, per i reati punibili con l’ergastolo. Tra questi, naturalmente, l’omicidio. Nello specifico si tratta dell’omicidio di Bruno Di Cello, 30 anni, ucciso con un colpo di pistola lo scorso due maggio in località Marinella a Lamezia Terme dal padre Francesco Di Cello, 64 anni, guarda giurata in pensione.
Alla base di questo delitto vi sarebbero ragioni familiari in seguito ad anni di pressioni e richieste continue di denaro da parte del figlio il quale, dato il proprio comportamento, era stato anche condannato per estorsione.

I legali hanno messo in luce il fatto che, nel corso delle indagini, fosse stata accertata la semi infermità mentale dell’imputato che comporta già una riduzione della pena di un terzo. Dunque, in questo caso l’omicida non verrebbe condannato all’ergastolo.
Un’eccezione alla quale si è opposta l’accusa, rappresentata dal pm Gualberto Buccarelli.
La Corte si scioglierà la riserva all’udienza del 19 febbraio prossimo.