Tra le assoluzioni “eccellenti” del primo grado quelle per gli avvocati Sabatino e Franzoni, l’imprenditore Facciolo, i dottori Errigo e Luciano, l’ex dirigente regionale Anastasi e alcuni presunti esponenti di primo piano dei clan del Vibonese Mancuso, Il Grande, Anello, Barba e Galati
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Dichiarazione d’appello della Procura distrettuale di Catanzaro nei confronti di 35 imputati giudicati in primo grado con il rito abbreviato nell’ambito delle inchieste sfociate nelle operazioni Maestrale-Carthago, Olimpo, Imperium e poi riunite in un unico procedimento penale. La sentenza di primo grado è stata emessa dal gup distrettuale, Piero Agosteso, il 20 marzo dello scorso anno nei confronti di 91 imputati, con il successivo deposito il 12 settembre scorso delle motivazioni del verdetto. Avverso tale decisione del gup distrettuale, la Procura di Catanzaro – con il procuratore Salvatore Curcio e i pm Annamaria Frustaci, Andrea Buzzelli e Irene Crea – ha quindi proposto appello per ottenere la riforma della sentenza nei confronti di 35 imputati ed in particolare per: ANASTASI Pasquale, nato Rizziconi il 13-11-1951 (assolto perché il fatto non sussiste in primo grado nonostante la richiesta di condanna a 6 anni); ANELLO Rocco, ritenuto il boss di Filadelfia, nato il 3-02-1961 (assolto per non aver commesso il fatto in primo grado, con l’accusa che aveva chiesto 9 anni); ANELLO Tommaso, di Filadelfia (fratello di Rocco), nato il 28-05-1964 (assolto in primo grado, chiesti 9 anni); BARBA Vincenzo, alias “Musichiere”, di Vibo Valentia, nato il 14-04-1952 (assolto, chiesti 8 anni); BARTONE Domenico, nato il 22-08-1968, di Mileto (assolto, chiesti 15 anni in primo grado); CALAFATI Vincenzo nato il 18-01-1972, di Vibo Valentia, imprenditore (condannato in primo grado a 11 anni e 4 mesi, assolto per due capi d’imputazione, con richiesta della Dda a 14 anni); ERRIGO Maria Vittoria, nata il 07-12-1954, di Vibo Valentia, dottoressa dell’Asp (assolta, chiesti 4 anni in primo grado); FACCIOLO Antonio, nato Francavilla Angitola il 7-12-1959 (assolto, chiesti 8 anni in primo grado); FIUMARA Claudio, di Francavilla Angitola, nato il 27-02-1966 (assolto, chiesti 8 anni in primo grado); FRANZONI Giacomo, inteso Gianfranco, avvocato, nato il 27-01-1963, di Briatico (assolto, chiesti 8 anni in primo grado); GALATI Michele, nato 1-11-1980, di Mileto (condannato a 20 anni in primo grado ma assolto da un capo d’imputazione); GALATI Ottavio, nato il 21-01-1968, di Mileto (assolto, chiesti 16 anni in primo grado); GALATI Salvatore Domenico, nato Vibo Valentia il 25-04-1967, domiciliato a Lamezia Terme (assolto, chiesti 4 anni); IL GRANDE Carmine, nato il 19 ottobre 1959, ritenuto il boss di Parghelia (assolto, chiesti 18 anni in primo grado); IL GRANDE Egidio, nato il 02-12-1964, di Parghelia (4 anni e 8 mesi in primo grado, chiesti 14 anni); LA ROSA Francesco, nato il 29-1l-1971, di Tropea, alias “U Bimbu” (condannato a 20 anni, ma assolto da un capo d’imputazione); LUCIANO Alfonso, nato a Filogaso il 25-10-1959 e residente a Pizzo, medico legale (assolto, chiesti 8 anni in primo grado); MANCUSO Antonio, nato il 23-07-1983, di Limbadi (assolto, chiesti 8 anni); MANCUSO Domenico, 9-06-1975, di Limbadi ( condannato a 4 anni e 8 mesi, chiesti 9 anni in primo grado); MANCUSO Francesco, alias “Bandera”, nato a il 05-10-1971, di Nicotera Marina (condannato a 16 anni, chiesti 20 anni in primo grado); MANGONE Giuseppe, di Mileto, nato il 13-02-1955 (assolto, chiesti 8 anni in primo grado); MANTELLA Andrea, nato il 03-12-1972, di Vibo Valentia, collaboratore di giustizia (assolto, chiesti 9 mesi); MERCURIO Paolo, nato a Marcellinara il 23-10-1978 (condannato a 11 anni, ma assolto da un capo d’imputazione); MOLINO Gaetano, nato Limbadi il 15 marzo 1959, domiciliato a Joppolo (assolto, chiesti 8 anni in primo grado); MORELLI Salvatore, alias “l’Americano”, nato il 13-10-1983, di Vibo Valentia (assolto, chiesti 8 anni in primo grado); PALMIERI Salvatore, nato il 19-03-1976, di Mileto (assolto, chiesti 12 anni in primo grado); POLITO Domenico, alias “Ciota”, nato a Desio (MI) il 20-02-1974, di Mileto (ergastolo in primo grado, ma assolto da un capo d’imputazione); PROSTAMO Giuseppe, alias “Ciopane”, nato il 12-04-1985, di San Giovanni di Mileto (assoluzione, chiesti 12 anni in primo grado); PUGLIESE Umberto, nato il 22-09-1985, di Spilinga (prescrizione con esclusione dell’aggravante mafiosa, chiesti 4 anni in primo grado); PUTORTI’ Demetrio, nato il 16-07-1993, di Nicotera Marina (assoluzione, chiesti 8 anni); RAGUSEO Giuseppe, nato in data 08-04-1978, di Nicotera (assoluzione, chiesti 14 anni in primo grado); SABATINO Francesco, nato il 25-3-1979, di Vibo Valentia, avvocato (assoluzione perché il fatto non sussiste, chiesti 8 anni e 9 mesi in primo grado); SURACE Davide, nato il 17-12-1985, di Spilinga (condannato a 13 anni, chiesti 18 anni in primo grado); SURACE Diego, nato il 30-08-1982, di Spilinga (prescrizione con esclusione aggravante mafiosa, chiesti 4 anni in primo grado); VARONE Antonio Massimiliano, alias “U Cagnolu”, nato il 05-05-1975, di Mileto (assoluzione, chiesti 30 anni in primo grado).
Le posizioni dei singoli imputati sono diversificate tra loro e i motivi di appello proposti dalla Dda di Catanzaro sono quindi distinti a seconda delle contestazioni. Ma nei confronti di tutti gli imputati, la Procura distrettuale ritiene comunque che la decisione del giudice di primo grado sia viziata da un errore di diritto commesso dal gup e, segnatamente, quello di essere giunto a sentenza senza procedere ad una “lettura complessiva di tutti gli elementi a disposizione”, in violazione del divieto di lettura parcellizzata degli indizi sancito dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione. Per tutti gli imputati, quindi, la Procura di Catanzaro con l’appello mira ad ottenere la riforma della sentenza impugnata emessa dal gup distrettuale in primo grado. Le pene, naturalmente, verranno indicate dalla Procura Generale di Catanzaro all’esito del giudizio di secondo grado che dovrà ora essere fissato dalla Corte d’Appello di Catanzaro. Per quanto attiene le posizioni dei fratelli Antonio e Domenico Mancuso (figli del boss Giuseppe Mancuso, alias ‘Mbrogghja”, ritornato in libertà dopo 24 anni di detenzione), la Procura distrettuale ha anche chiesto una perizia con la trascrizione di alcune intercettazioni risalenti al dicembre 2018. Da ricordare che il troncone con rito ordinario del maxiprocesso Maestrale-Carthago, Olimpo e Imperium è invece in corso di celebrazione dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia presieduto dal giudice Rossella Maiorana.

