L’ingegnere, inizialmente condannato a un anno e quattro mesi, è stato giudicato in un nuovo processo di secondo grado dopo che la Cassazione aveva rilevato «l’insufficienza del quadro probatorio»
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La Corte d'Appello di Reggio Calabria - presidente, Palumbo, a latere, Familiari - ha assolto “perché il fatto non sussiste”, l'imprenditore lametino Aldo Grutteria, operante nel settore dei carburanti, imputato nel processo Petrolmafie del 2021.
Il processo era scaturito dall'inchiesta sulla filiera illecita dei carburanti sviluppata tra la Calabria e altre regioni del Mezzogiorno, nell'ambito della quale erano state contestate, a vario titolo, ipotesi di associazione per delinquere finalizzata all'evasione fiscale, riciclaggio e autoriciclaggio, con l'aggravante, in alcune posizioni, dell'agevolazione o del metodo mafioso.
Nei confronti dell'imprenditore, il Gup di Reggio Calabria, a conclusione del rito abbreviato, aveva disposto la confisca delle aziende, misura estesa all'intero patrimonio personale, perché ritenuto responsabile dei reati di associazione per delinquere e autoriciclaggio, con condanna alla pena di tre anni di reclusione. Successivamente, la Corte d'Appello di Reggio Calabria aveva assolto Aldo Grutteria dall'imputazione di autoriciclaggio, disponendo la revoca della confisca e la restituzione dei beni, confermando la responsabilità per il reato associativo, e rideterminando la pena in un anno e quattro mesi di reclusione.
Avverso tale decisione, i difensori - gli avvocati Francesco Gambardella e Patrizia Morello - avevano proposto ricorso per Cassazione, censurando «la tenuta logica e probatoria della pronuncia di condanna in relazione al delitto associativo». Con sentenza depositata il 14 marzo 2025, la seconda sezione penale della Corte di Cassazione aveva accolto il ricorso dei difensori «rilevando l'insufficienza del quadro probatorio posto a fondamento della responsabilità dell'imputato», rinviando alla Corte d'Appello di Reggio Calabria per una nuova valutazione nel rispetto dei principi indicati dalla Suprema Corte, che oggi ha deciso l'assoluzione del professionista con il parere conforme del Sostituto procuratore generale Santi Cutroneo.
«Si chiude così una pesante vicenda processuale durata anni - dichiarano i difensori - nel corso della quale l'ingegnere Grutteria ha subito il sequestro delle proprie aziende e del patrimonio personale, successivamente restituiti. Con la decisione pronunciata oggi e il venire meno anche dell'ultimo addebito, viene dunque finalmente e definitivamente esclusa ogni responsabilità penale dell'imprenditore in relazione ai fatti contestati nell'ambito dell'operazione Petrolmafie».

