Un grido d’aiuto che non può più restare inascoltato, una denuncia circostanziata che mette a nudo le fragilità operative di un presidio di legalità fondamentale per il territorio. La Segreteria Provinciale del Siulp rompe gli indugi e, dopo mesi di segnalazioni rimaste lettera morta, lancia un appello accorato alle forze politiche locali affinché si facciano carico della grave situazione in cui versa il Reparto prevenzione crimine “Calabria Centrale” di Vibo Valentia.

Le tappe di questa mobilitazione raccontano di un muro di gomma istituzionale: il sindacato ha già inviato due articolate note alla Segreteria Nazionale e all’Ufficio Relazioni Sindacali del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, invocando «una maggiore attenzione nella distribuzione delle risorse umane», senza però ottenere alcun riscontro tangibile.

«A nulla sono servite le esortazioni per un ripianamento dell’organico di questa specializzata articolazione della Polizia di Stato», spiegano dal sindacato, sottolineando come l’ultimo Piano ministeriale di gennaio abbia ignorato il reparto vibonese, unico escluso tra tutti gli altri uffici. I numeri, d'altronde, descrivono un collasso imminente: «Il numerico del Reparto, dopo il personale trasferito e quello pensionato, si è attestato ormai a 43 unità invece delle 60 previste, certificando matematicamente la mancanza di oltre un quarto dei poliziotti».

Un quadro destinato a peggiorare ulteriormente a causa di nuovi pensionamenti previsti nelle prossime settimane, con ripercussioni pesantissime sulla tenuta del sistema: «Tutto ciò comporta enormi disagi sia per l’efficienza della macchina organizzativa, sia per i sacrifici che i singoli operatori sono chiamati ad assolvere in termini di impegno e carichi di lavoro, per non parlare delle conseguenti penalizzazioni in termini di affetti familiari».

Ma non è solo una questione di uomini. A mancare sono anche gli strumenti minimi per operare in sicurezza: «L’ultima assegnazione di autovetture nuove è avvenuta nel 2024 e l’efficienza di quelle presenti inizia ad essere appesantita dai chilometri e dalle imminenti scadenze delle manutenzioni "a pacchetto" che ne assicurano l’operatività quotidiana».

A completare questo scenario di precarietà è l'assenza di una guida stabile. Da mesi, infatti, la direzione è affidata «a scavalco» al dirigente di un altro Reparto, una soluzione d'emergenza che genera «tangibili disagi per il servizio, per la rotazione dell’impiego e per la corretta fruizione delle ferie e dei riposi».

La conclusione del segretario provinciale Franco Caso suona come un ultimatum alle istituzioni: «Si reputa non più differibile un intervento risolutore che preveda l’assegnazione al Reparto Prevenzione Crimine di Vibo Valentia di uomini, mezzi e soprattutto di un proprio Dirigente».