Per la Procura di Roma c’era un piano per arruolare i magistrati contabili: le intercettazioni del Ros sugli inviti a convegni esclusivi e la promessa di incontrare gli ad di Ferrovie e Autostrade. Intanto spunta il "patto di Natale" a Montecitorio per la scalata all'Antitrust
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«Vieni, ti presento tre top manager pubblici». In questa frase, intercettata dai carabinieri del Ros, è racchiuso secondo i pm della Procura di Roma il cuore del “metodo Virgiglio” per arruolare le toghe contabili e metterle al servizio della causa del Ponte sullo Stretto. L'inchiesta guidata da Francesco Lo Voi ipotizza l’esistenza di un sistema dove il prestigio delle cariche pubbliche e l’influenza dei grandi manager di Stato venivano usati come esca per condizionare l'organo di controllo più delicato del Paese per il futuro della mega opera.
I top manager: Ferrovie e Autostrade sul piatto
Secondo i pubblici ministeri Francesco Gualtieri e Fabrizio Tucci, l’imprenditore reggino Vincenzo Virgiglio aveva una strategia collaudata: avvicinare i magistrati della Corte dei Conti, lusingarli con inviti a convegni esclusivi e promettere loro l'allargamento della cerchia dei contatti “pesanti”. In una conversazione – riportata oggi dal Corriere della Sera – con un magistrato contabile in aspettativa, Virgiglio insiste affinché partecipi a un incontro pubblico a Roma: «Così facciamo una chiacchierata, ti presento altri personaggi, perché vengono tre A.D. [amministratori delegati, ndr]... vengono Ferrovie, Autostrade, hai capito?».
L'imprenditore sottolinea l'importanza di arrivare in anticipo per non perdere il momento decisivo della costruzione del consenso: «Se vieni è importante prima perché lo sai com’è, ci sono i convenevoli prima, gli incontri con questo e con quello... È importante». Questo "metodo", che i pm definiscono di carattere corruttivo, avrebbe provato a creare una rete di protezione attorno al progetto da 13,5 miliardi di euro, garantendo ai giudici coinvolti una via preferenziale verso i salotti buoni del potere economico una volta tolta la toga.
La "promessa di Natale": l'Endorsement a Montecitorio
Se Virgiglio era, secondo l’accusa, il tessitore dei contatti operativi, Giacomo Saccomanno - all'epoca plenipotenziario della Lega in Calabria e membro del CdA della Stretto di Messina Spa - agiva come il braccio politico del patto. Il suo compito era garantire a Tommaso Miele, l'ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, quello che il magistrato definiva un «bell’endorsement» per il post-pensionamento. Miele, uomo ambizioso, sognava la presidenza dell’Antitrust o ruoli apicali in società come Poste Italiane o Postepay, cariche che lui stesso definiva «ben remunerate» rispetto ad altre.
Agli atti dell'indagine finisce un appuntamento cerchiato in rosso sul calendario: il 20 dicembre 2025. Saccomanno, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe garantito a Miele di accompagnarlo a parlare con esponenti politici di rilievo in occasione del Concerto di Natale a Montecitorio. Per rendere la promessa concreta, Saccomanno avrebbe sfruttato il rapporto con il sindaco di un Comune del Veronese, il quale aveva manifestato una «immediata disponibilità» a facilitare questi incontri istituzionali. L'obiettivo, per i pm, sarebbe chiaro: ottenere l'appoggio politico necessario per la nomina all'Antitrust in cambio di un trattamento di favore (o di informazioni riservate) sull'andamento dell'istruttoria relativa alla delibera Cipess sul Ponte.
Il saldo del "patto di mutuo soccorso"
Mentre Saccomanno e Virgiglio tessevano questa tela di relazioni, Miele li avrebbe tenuti costantemente aggiornati sulla camera di consiglio, arrivando a rivelare le posizioni dei singoli colleghi e assicurando di essere «a disposizione» degli interessi della società concessionaria. Tuttavia, nonostante le promesse e i sogni di gloria, il sistema è crollato il 29 ottobre 2025, quando la Corte dei Conti ha bocciato il progetto definitivo. Ora, mentre i pm cercano nei telefoni sequestrati i possibili "mandanti" politici e societari di questo sistema, resta agli atti l'immagine di un potere che cercava di indirizzare il futuro anche sfruttando un concerto di Natale: per certe cose basta una stretta di mano con un top manager.




