Frontex ha scritto nelle sue comunicazioni che per il caicco Summer Love era da considerare l'ipotesi che fosse una barca con migranti. È quanto emerso dal duro scontro tra avvocati avvenuto oggi durante l'udienza del processo sui ritardi nei soccorsi all'imbarcazione il cui naufragio a Cutro il 26 febbraio 2023 ha causato la morte di 94 persone.

La polemica è scoppiata dopo una domanda dell'avvocato Enrico Calabrese durante la testimonianza del capitano di corvetta Giovanni Paolo Arcangeli, all'epoca dei fatti Capo del servizio operativo della Capitaneria di porto di Crotone. Il difensore di parte civile aveva chiesto se l'ufficiale avesse visto la comunicazione di Frontex che parlava di «barca con migranti». Una domanda alla quale si sono opposti gli avvocati degli imputati sostenendo che Frontex non aveva mai scritto quella affermazione. Un'opposizione molto vivace che, però, qualche minuto dopo - mentre era continuata la testimonianza di Arcangeli - è stata smentita.

L'avvocato Calabrese ha mostrato la comunicazione di Frontex presente agli atti che riportava testualmente «possible migrant vessel» («probabile imbarcazione di migranti»). Calabrese ha specificato che si trattava della seconda comunicazione di Frontex sull'evento, arrivata alle 23,29 (la prima è delle 23.10) precisando che era «contenuta in un atto a firma del colonnello Vardaro».