Antonio Marotta lascia il carcere e passa agli arresti domiciliari. Lo ha disposto la seconda sezione penale della Corte d’Appello di Catanzaro nell’ambito del processo “Reset”, con la posizione dell’imputato valutata in continuazione con il procedimento “Testa di Serpente”.

Il collegio ha accolto l’istanza presentata dalla difesa per la sostituzione della custodia cautelare in carcere con una misura meno afflittiva. Sulla richiesta era arrivato il parere favorevole della Procura generale, dopo l’acquisizione delle informazioni trasmesse dai carabinieri territorialmente competenti.

Secondo la Corte, le esigenze cautelari risultano attenuate alla luce del concordato sulla pena raggiunto ai sensi dell’articolo 599-bis del codice di procedura penale, del periodo di detenzione già trascorso e della scelta di eseguire la nuova misura a Marina di Ginosa, in provincia di Taranto. Il luogo indicato si trova lontano dal territorio nel quale, secondo l’impostazione accusatoria, operava il sodalizio contestato.

La concessione degli arresti domiciliari è subordinata all’applicazione del braccialetto elettronico. Marotta non potrà inoltre comunicare con persone diverse da quelle conviventi.

L’imputato è stato autorizzato a raggiungere il domicilio stabilito senza scorta, previo avviso all’autorità incaricata dei controlli.