Sebbene non sia competente a livello territoriale, l’ufficio di procura guarda con interesse all’evoluzione della vicenda. Ecco perché
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I carabinieri, su delega della Procura di Vicenza, hanno avviato le indagini sulla scomparsa di Antonio Menegon, ingegnere vicentino di 78 anni, noto per la sua lunga battaglia contro l’uso irregolare degli autovelox sulle strade italiane. La notizia si è rapidamente diffusa su scala nazionale. L’uomo, infatti, è molto conosciuto nel settore: il professionista ha avuto un ruolo centrale in una delle più rilevanti inchieste giudiziarie degli ultimi anni in materia di sicurezza stradale e sanzioni amministrative.
La Procura di Cosenza, sebbene non sia competente territorialmente riguardo alle prime ipotesi di reato al vaglio degli inquirenti, tra cui il sequestro di persona, ha acceso i “riflettori” dopo aver appreso della scomparsa di Menegon. Il 78enne vicentino è il perito che ha permesso all’ufficio di Procura bruzio di sequestrare numerosi dispositivi su tutto il territorio italiano. Secondo gli inquirenti, il volume d’affari illecito dietro agli autovelox raggiungerebbe le otto cifre.
Esisterebbero, dunque, interessi molto forti dietro questo sistema che, dal punto di vista amministrativo, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha cercato di affrontare nel corso di questi mesi, tentando di venire a capo delle due parole chiave che hanno determinato i sequestri: “approvazione” e “omologazione”. Su questo punto esistono sentenze della Corte di Cassazione che hanno chiarito come le circolari ministeriali non possano derogare alle norme di legge primarie, non potendo equiparare approvazione e omologazione.
Le decisioni assunte in sede di legittimità hanno dato forza all’indagine della Procura di Cosenza, coordinata dal pubblico ministero Antonio Bruno Tridico. Gli accertamenti condotti dalla Polizia Stradale di Cosenza hanno evidenziato presunte irregolarità nell’uso del dispositivo T-Exspeed V.2.0 e di altri apparecchi prodotti dalla Kria Srl e commercializzati dalla LaBconsulenze, società con sede a Montalto Uffugo.
Al momento non esistono collegamenti ufficiali tra la sua attività e la scomparsa – che potrebbe essere anche volontaria – ma è evidente come il contributo peritale fornito nel corso dell’inchiesta cosentina abbia inciso profondamente su un “sistema” che, per anni, ha prodotto sanzioni e introiti milionari. A Menegon, infine, era stata anche bruciata l’auto.
Secondo quanto scrive il Corriere Veneto, un sistema di videosorveglianza lo avrebbe ripreso mentre saliva a bordo di un furgone condotto da un’altra persona. Il caso dunque interessa due procure. Intanto, la vicenda giudiziaria sugli autovelox sta per approdare nelle aule di giustizia.

