Riceviamo e pubblichiamo*

Viale Isonzo, ancora una volta siamo costretti a chiederci: quanto dobbiamo aspettare prima che accada l’irreparabile?

L’articolo di Nico De Luca su CatanzaroChannel dovrebbe far riflettere tutti. Quattro individui mascherati che affiancano un giovane e tentano di aprire la sua automobile. Il ragazzo, fortunatamente, riesce a reagire e a fuggire in retromarcia. Le indagini sono in corso e sarà compito degli investigatori accertare responsabilità e dinamica dei fatti.

Ma il punto è un altro.

Da anni La Tazzina della Legalità denuncia le criticità di Viale Isonzo e di alcune periferie di Catanzaro. Non lo facciamo oggi, sull’onda dell’ennesimo episodio di cronaca. Lo facciamo da tempo, chiedendo attenzione, prevenzione, presenza dello Stato e interventi concreti.

Siamo arrivati persino a portare queste problematiche nelle sedi istituzionali nazionali. La nostra associazione, attraverso l’on. Stefania Ascari , ha contribuito a portare una vicenda di criminalità e sicurezza all’attenzione del Parlamento con un’interrogazione rivolta al Ministro dell’Interno.

Eppure, troppo spesso, dopo le denunce, le riunioni e le dichiarazioni, tutto sembra tornare nel dimenticatoio.

E qui permettetemi di essere particolarmente duro.

Siamo bravissimi a commemorare.

Siamo bravissimi a partecipare alle cerimonie.

Siamo bravissimi a pronunciare parole solenni quando accade una tragedia.

Ieri, in occasione della vicenda di Denise Cosco, c’erano praticamente tutti. Telecamere, fotografie, servizi televisivi, post sui social.

Tutto giusto. La memoria è importante.

Ma la legalità non può diventare soltanto una passerella commemorativa.

La vera legalità si misura soprattutto prima che accada una tragedia: quando un territorio manifesta segnali di degrado, quando i cittadini denunciano, quando un quartiere chiede sicurezza, quando un’associazione insiste e le istituzioni vengono chiamate a intervenire.

Per questo oggi chiediamo ancora una volta: cosa si aspetta per Viale Isonzo?

Che accada qualcosa di ancora più grave? Che qualcuno perda la vita?Noi non vogliamo aspettare il morto per poi vedere tutti indignarsi.

E allora una domanda la rivolgiamo anche al Governo e, in particolare, alla sottosegretaria Wanda Ferro: cosa si intende fare concretamente per affrontare una situazione che da tempo viene segnalata?

Forse è arrivato il momento di occuparsi meno delle emergenze soltanto quando diventano cronaca nazionale e di intervenire prima, quando ancora c’è la possibilità di prevenirle.

La Tazzina della Legalità continuerà a denunciare, senza guardare il colore politico di chi governa.

Non chiediamo passerelle.

Non chiediamo commemorazioni.

Non chiediamo promesse.

Chiediamo presenza, prevenzione, sicurezza e risposte concrete.

Perché la legalità non si celebra soltanto.

La legalità si pratica. Ogni giorno. Soprattutto nei quartieri dove lo Stato deve dimostrare di esserci.

*Sergio Gaglianese presidente La Tazzina della Legalità