La Family Baby School torna ad accogliere i bambini dopo oltre un mese. La relazione sanitaria certifica l’esito negativo delle analisi ambientali e alimentari. Il provvedimento non equivale però alla chiusura dell’inchiesta giudiziaria che prosegue
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Ha riaperto questa mattina, giovedì 27 agosto, la Family Baby School di Tropea, l’asilo finito al centro degli accertamenti avviati poco più di un mese fa dopo la morte del piccolo Alessio Pio Coppolino, originario di Zungri, e i numerosi episodi di natura gastrointestinale registrati tra i bambini che frequentavano la struttura.
La ripresa delle attività arriva dopo due passaggi distinti, entrambi documentati dagli atti: la conclusione dell’indagine epidemiologica dell’Asp di Vibo Valentia, con esito negativo dei campionamenti ambientali e alimentari effettuati nella scuola, e il successivo dissequestro dell’immobile disposto dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia.
Il caso aveva suscitato forte apprensione alla fine di luglio. La struttura era stata inizialmente chiusa in via precauzionale dagli stessi responsabili e il 23 luglio era poi scattato il sequestro eseguito dalla Squadra Mobile su disposizione della Procura. Nei giorni precedenti diversi bambini avevano accusato febbre, vomito e diarrea e alcune famiglie avevano raccontato a Il Vibonese la paura per un possibile contagio. L’inchiesta giudiziaria era stata aperta a carico di ignoti per fare luce sulla morte del bambino e su eventuali responsabilità.
L’indagine dell’Asp
A ricostruire in maniera dettagliata quanto accaduto è adesso la relazione dell’Asp di Vibo Valentia, protocollo 50605 del 10 agosto. Il documento certifica che fu la stessa direzione della scuola, la sera del 22 luglio, a segnalare al Dipartimento di Prevenzione un «cluster di casi di sindrome gastroenterica» tra i bambini, riferendo episodi di vomito, diarrea e forte debilitazione e chiedendo un intervento urgente dell’Azienda sanitaria.
La mattina successiva, dopo che all’Asp era arrivata anche la notifica relativa al bambino poi deceduto a Catanzaro, nella struttura entrarono gli ispettori dell’Igiene e Sanità pubblica e dell’Igiene alimenti e nutrizione, insieme ai carabinieri del Nas di Catanzaro e alla Polizia di Stato. Furono controllati tutti gli ambienti, dalla cucina ai servizi igienici fino alle aree comuni. Nella relazione si legge che i locali si presentavano puliti e in buone condizioni igienico-sanitarie, fatta eccezione per la presenza temporanea, nello spogliatoio dei dipendenti, di uno stendino con indumenti e materiale per le pulizie.
Gli accertamenti furono estesi alle famiglie. L’Asp riferisce di avere contattato 36 nuclei sui 37 inizialmente coinvolti nell’indagine. Nel documento vengono riportati 19 bambini che avevano manifestato sintomi gastrointestinali, sei con sintomi respiratori o influenzali e tre che non avevano accusato alcun disturbo. Una quindicina di famiglie riferì inoltre sintomi gastrointestinali analoghi anche tra altri componenti del nucleo familiare.
Tutti negativi i campioni ambientali e alimentari
Particolare attenzione era stata riservata alle verifiche microbiologiche. Durante i sopralluoghi erano stati prelevati campioni su matrici ambientali e alimentari alla ricerca, tra gli altri, di Clostridioides difficile, Stafilococco aureo ed Escherichia coli.
La relazione del 10 agosto mette un punto all’indagine epidemiologica condotta nella struttura: i campionamenti ambientali per Clostridioides difficile, Stafilococco aureo ed E. coli e quelli sugli alimenti per Stafilococco aureo ed E. coli STEC hanno dato tutti esito negativo. Per questo il Dipartimento di Prevenzione ha dichiarato conclusi gli accertamenti di propria competenza, stabilendo che la scuola avrebbe potuto riaprire dopo un’accurata sanificazione dei locali.
La direzione della Family Baby School comunica di avere eseguito l’intervento straordinario di sanificazione e gli ulteriori lavori programmati per preparare gli ambienti alla ripresa dell’attività.
L’autopsia aveva escluso il Clostridium come causa della morte
Nel frattempo anche gli accertamenti medico-legali sulla morte di Alessio Pio avevano modificato profondamente il quadro emerso nelle prime ore della vicenda. L’ipotesi iniziale del cosiddetto “batterio killer”, e in particolare di un ruolo determinante del Clostridium difficile, era stata esclusa dall’autopsia.
Gli accertamenti medico-legali avevano ricondotto il decesso a una meningoencefalite da virus HHV-6, responsabile della cosiddetta sesta malattia, complicata da una batteriemia da Stafilococco aureo e dalla successiva sepsi. Il Clostridium era stato individuato nel quadro microbiologico, ma senza la tossina responsabile delle forme più gravi e non era stato indicato come causa della morte.
Il dissequestro disposto dalla Procura
L’altro passaggio decisivo è arrivato il 21 agosto. Con un decreto di restituzione delle cose sequestrate, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia ha disposto la restituzione dell’asilo.
Nel provvedimento, firmato dal pubblico ministero Francesca Dell’Orso, si richiama il sequestro eseguito il 23 luglio e convalidato il giorno successivo. Alla luce dell’attività investigativa svolta sulla struttura e delle risultanze nel frattempo acquisite, il magistrato ha ritenuto che non fosse più necessario mantenere il sequestro dell’immobile, ordinandone la restituzione a Domenico Celebre, che ne era stato nominato custode giudiziario.
Il provvedimento riguarda dunque il vincolo posto sulla scuola e non contiene una disposizione di archiviazione dell’inchiesta: il procedimento indicato nel decreto resta intestato a ignoti e il dissequestro certifica esclusivamente che, allo stato delle indagini svolte sul bene, non sussisteva più la necessità di mantenerlo sotto sequestro.
Secondo quanto comunicato dalla scuola, il decreto è stato quindi eseguito con la rimozione dei sigilli e la riconsegna dei locali. Dopo gli interventi necessari, questa mattina i bambini sono tornati nella struttura.
La dirigente Serena Miceli, nella nota diffusa oggi, sottolinea la collaborazione prestata dalla Family Baby School alle autorità durante tutte le fasi degli accertamenti e afferma di voler rendere pubblici gli esiti degli atti ufficiali «nel pieno rispetto della particolare delicatezza della vicenda». «Da oggi – prosegue la nota – la Family Baby School riprende il proprio percorso educativo con la responsabilità, l’attenzione, la professionalità e la dedizione che hanno sempre orientato il lavoro della comunità scolastica. La riapertura odierna, con i bambini nuovamente accompagnati a scuola dalle proprie famiglie e accolti dal personale educativo, rappresenta anzitutto il ritorno alla quotidianità, alla relazione educativa e alla serenità che una scuola è chiamata ogni giorno a custodire e promuovere. La Direzione ringrazia le famiglie che, anche nelle settimane più difficili, hanno continuato a manifestare vicinanza e fiducia. Il nostro impegno, oggi più che mai, è continuare a meritarle attraverso i fatti, il lavoro quotidiano e la massima attenzione verso ogni bambino affidato alla nostra struttura».



