«Ho deciso di dire basta, mi arrendo». È dirompente l’affermazione di Francesco Cascasi, noto imprenditore vibonese, che ieri si è visto sequestrare le attrezzature balneari del lido La Rada, a Vibo Marina, dopo un controllo dei carabinieri che hanno riscontrato la mancanza della concessione demaniale in capo alla società che gestisce ombrelloni e sdraio sull’arenile, la Gramaca Srl, diversa dalla Rada Srl, che invece gestisce il ristorante del complesso. Ma è destinata a far discutere anche la notizia che Cascasi affida a una lettera vergata per chiarire la questione dal suo punto di vista: l’Autorità Portuale si appresta a revocare la concessione demaniale a favore de La Rada, circostanza che porterebbe inevitabilmente alla chiusura definitiva del lido che si sviluppa a ridosso del lato sud del porto.

L’imprenditore, dunque, ricostruisce la vicenda e contesta l’operato dell’ente portuale. Nello specifico, il procedimento di revoca sarebbe stato avviato perché la concessione intestata alla società La Rada sarebbe stata utilizzata dalla Gramaca senza la necessaria autorizzazione al subingresso prevista dall’articolo 45 bis del Codice della navigazione.

Cascasi sostiene, tuttavia, che l’Autorità portuale fosse da tempo a conoscenza della gestione dello stabilimento da parte della Gramaca. La concessione, spiega, è intestata alla società La Rada dal 2000 e avrebbe scadenza il 31 dicembre 2027, mentre la Gramaca gestisce la struttura dal 2011 in forza di un contratto stipulato tra le parti. Nel novembre del 2021, aggiunge Cascasi, l’ente avrebbe rinnovato l’autorizzazione al subaffidamento fino al 31 marzo 2026.

Prima di quella scadenza, il 2 marzo 2026, La Rada avrebbe presentato la richiesta di proroga dell’autorizzazione, seguita da due solleciti inviati l’11 giugno e il 6 luglio. Cascasi afferma che una risposta sarebbe arrivata soltanto il 16 luglio, durante il controllo dei carabinieri: l’Autorità portuale avrebbe comunicato che l’istruttoria non era ancora conclusa e chiesto, entro quindici giorni, informazioni sull’esecuzione di alcune demolizioni disposte da una sentenza del Consiglio di Stato.

Il giorno successivo, però, sarebbe stato comunicato l’avvio del procedimento di revoca della concessione per «abusiva sostituzione» della Gramaca nel suo godimento. È proprio su questa successione di atti che si concentra la contestazione dell’imprenditore, secondo il quale l’ente avrebbe prima riconosciuto che la pratica di proroga era ancora in istruttoria e poi considerato priva di autorizzazione la gestione dello stabilimento.

Cascasi ricorda inoltre le iniziative promosse dalle due società contro la proroga della concessione alla Meridionale Petroli, comprese diffide, osservazioni sul Piano di emergenza esterna, richieste di risarcimento e un ricorso al Tar. Un richiamo non certo marginale, che sembra alludere a una sorta di rappresaglia amministrativa da parte dell’Autorità portuale. Ecco il testo integrale della lettera.

La lettera

Caro direttore, nell’edizione di ieri, il suo giornale ha riportato la notizia del sequestro operato dai carabinieri di Vibo Marina sulle attrezzature del lido La Rada, attribuendo alla notizia il giusto risalto non tanto per se stessa, ma per il collegamento alla mia persona e alle iniziative imprenditoriali poste in essere per lo sviluppo turistico dell’area portuale di Vibo Marina.

Oggi sono io direttamente portatore di un’altra notizia, ancor più dirompente di quella di ieri:

in data odierna l’Autorità Portuale ha comunicato l’avvio del procedimento per la revoca della concessione in capo a LA RADA perché, guarda caso, ieri avrebbero appurato, in seguito al sequestro, che vi sarebbe stata l’abusiva sostituzione di altri nel godimento della concessione.

Hanno appreso solo ieri che la GRAMACA non è beneficiaria dell’autorizzazione al subingresso nella concessione, in violazione dell’art. 45 bis del codice della navigazione.

Facciamo un passo indietro, in modo che i suoi lettori possano avere un quadro completo della gestione del Lido La Rada.

La società La Rada s.r.l. è proprietaria del noto stabilimento balneare-ristorante esercitato sotto l’insegna “La Rada”, posto a Vibo Valentia Marina, alla via Vespucci, in forza di regolare concessione, in vigore dall’anno 2000 e con scadenza al 31.12.2027.

Dal 2011 la gestione dello stabilimento viene effettuata dalla società Gramaca in forza di un contratto stipulato con La Rada: il contratto prevedeva la scadenza del 31 marzo 2026 ed è stato rinnovato per ulteriori cinque anni per mancata disdetta da parte di uno dei contraenti.

Ecco che dal 2011 la Gramaca gestisce la concessione rilasciata in capo a La Rada.

Naturalmente, di questo affidamento veniva informata l’Autorità Portuale, che nel novembre 2021 ha rinnovato l’autorizzazione prescritta dall’art. 45 bis del codice della navigazione, con termine uguale a quello del contratto tra le parti, 31 marzo 2026, salvo proroga.

Cominciamo con il ristabilire una verità: dal 2021 l’Autorità Portuale sa, per averla autorizzata, che la concessione rilasciata alla Rada viene gestita dalla Gramaca.

Ben prima della scadenza del 31 marzo 2026, La Rada, in data 2 marzo 2026, ha richiesto l’autorizzazione alla proroga del subaffidamento alla Gramaca.

Nessuna risposta o comunicazione arriva dall’Autorità Portuale.

L’11 giugno 2026, non avendo ricevuto alcuna risposta, viene inviato un sollecito e un altro viene inviato in data 6 luglio 2026.

Solo ieri, mentre l’amministratore della Gramaca tentava di spiegare ai carabinieri che l’attività svolta con l’insegna La Rada è stata autorizzata dall’Autorità Portuale e che erano stati presentati la richiesta di proroga e i successivi solleciti, perveniva una nota dell’Autorità Portuale con la quale si comunicava che non era stata ancora completata l’istruttoria sulla richiesta di proroga dell’autorizzazione in capo alla Gramaca (dopo oltre 4 mesi) e si chiedevano informazioni, entro 15 giorni, sullo stato di alcune demolizioni imposte da una sentenza del Consiglio di Stato, prima di valutare la sussistenza del rilascio della proroga richiesta.

Oggi, con un evidente strabismo amministrativo, l’Autorità Portuale cade dalle nuvole e, dopo aver scoperto che la concessione della società La Rada è esercitata dalla Gramaca, ne preannuncia la revoca.

Eppure l’Autorità Portuale aveva autorizzato la Gramaca, aveva ricevuto le diffide della Rada e della Gramaca contro la proroga della concessione della Meridionale Petroli, le osservazioni sul Piano di Emergenza Esterna, le lettere di risarcimento del danno e il ricorso al TAR di Reggio Calabria contro il procedimento di rinnovo della concessione della Meridionale Petroli.

Il povero amministratore della Gramaca si trova imputato di occupazione abusiva di area demaniale e sulla RADA pende la preannunciata revoca della concessione.

Questo perché l’Autorità Portuale non ha mai risposto alla richiesta presentata il 2 marzo 2026, non ha mai risposto ai solleciti dell’11 giugno e del 6 luglio.

Così, mentre il 16 luglio ci dice che l’istruttoria sulla richiesta di proroga è in atto e concede 15 giorni per rispondere, il giorno dopo cambia idea, scopre che la Gramaca è priva di autorizzazione e decide che la Rada e la Gramaca se ne devono andare.

Ecco quali sono i fatti, valutino i suoi lettori.

Per parte mia ho già deciso di dire basta, mi arrendo.

Ho investito risorse spirituali ed economiche in un investimento sul turismo a Vibo Marina in grado di creare occupazione e mi trovo a dover dire alle persone che si sacrificano per portare avanti il Lido La Rada che dovranno trovarsi un’altra occupazione.

Non mi pare un buon risultato, soprattutto per la città.

Firmato

Francesco Cascasi