Cosimo Chianura giovane cosentino che vive e lavora a Plataci, coltiva fin da giovane una forte passione per la scrittura e la creazione di mondi immaginari.

Attraverso le sue storie costruisce personaggi complessi e realtà dove fantasia ed emozione si intrecciano, con uno stile che esplora il confine tra luce e ombra. La sua narrativa si distingue per un approccio crudo e diretto, in cui il potere, le scelte e le conseguenze diventano elementi centrali.

New Eden di Cosimo Chianura è un’epopea fantasy intensa e oscura che affonda le sue radici nei grandi temi del potere, della trasformazione e della fragilità umana. In un mondo sconvolto dalla scomparsa delle divinità, dove nuovi continenti emergono e gli uomini acquisiscono poteri straordinari, prende forma una geografia politica divisa in cinque imperi in lotta tra loro.

Al centro della narrazione c’è Set, giovane imperatore animato dal sogno di costruire un regno giusto, affiancato da un gruppo di guerrieri tanto straordinari quanto tormentati: Drac, Lucif, Ira, Fiamma e Argo. Ma ciò che potrebbe sembrare un classico racconto epico si trasforma presto in una riflessione più profonda e inquieta: il potere, infatti, non salva — cambia. E spesso corrompe.

Con uno stile diretto, viscerale e ricco di tensione narrativa, New Eden non è solo una storia di battaglie e mostri, ma un viaggio dentro l’animo umano, dove il vero nemico non è mai soltanto esterno. È un romanzo che interroga il lettore: cosa siamo disposti a diventare pur di salvare ciò che amiamo?

Lo abbiamo intervistato.

In New Eden il confine tra eroe e tiranno è estremamente sottile: da dove nasce questa scelta narrativa così centrale?
«In New Eden ho voluto raccontare una verità scomoda: il confine tra eroe e tiranno è sottile perché nasce dalle stesse intenzioni. Chi vuole proteggere o cambiare il mondo, prima o poi, è costretto a sporcarsi le mani. Ed è proprio lì che avviene la trasformazione: quando smetti di accorgerti di essere diventato ciò che volevi combattere».

Il personaggio di Drac vive una trasformazione radicale: rappresenta una metafora del potere o anche una riflessione più personale sull’essere umano?
«Drac è entrambe le cose: una metafora del potere, ma anche una riflessione sull’essere umano. Il potere non crea ciò che siamo, lo amplifica. In lui ho voluto mostrare cosa succede quando una persona guidata da ideali forti perde il controllo e lascia spazio alle proprie ombre. Non cambia all’improvviso: si trasforma lentamente — ed è proprio questo che lo rende pericoloso».

Il mondo che costruisce è segnato dalla scomparsa delle divinità: quanto conta, nella sua visione, l’assenza di un ordine superiore nel determinare il caos tra gli uomini?
«L’assenza delle divinità è centrale. Senza un ordine superiore, gli uomini sono costretti a creare le proprie regole. E quando non esiste più qualcosa sopra di noi, il rischio è che ognuno inizi a sentirsi legittimato a imporsi sugli altri. È da lì che nasce il caos, ma anche la vera natura dell’uomo: quando nessuno guarda, emerge ciò che siamo davvero».

I cinque imperi in lotta sembrano riflettere dinamiche molto attuali: ci sono riferimenti, anche indiretti, alla realtà contemporanea?
«Anche se New Eden è un fantasy, riflette dinamiche molto reali. I cinque imperi rappresentano visioni diverse del potere, del controllo e della giustizia. Non sono copie dirette del nostro mondo, ma è inevitabile che certe tensioni ricordino quelle che viviamo oggi. Il fantasy, in fondo, è solo un modo diverso per raccontare la realtà».

Nel libro il potere appare sempre come qualcosa che corrompe: esiste, secondo lei, una forma di potere “giusta” o è inevitabilmente destinato a degenerare?
«Il potere di per sé non è né buono né cattivo. Il problema è l’essere umano. Più si sale, più si è soli, e più le decisioni diventano pesanti. Una forma di potere “giusta” può esistere, ma è estremamente fragile. Perché il confine tra giustizia e controllo è sottile, e basta poco per oltrepassarlo».

New Eden è solo l’inizio di una saga più ampia o un’opera autoconclusiva? E quali sviluppi possiamo aspettarci dai suoi personaggi?
«New Eden è l’inizio di qualcosa di più grande. Questo primo libro costruisce il mondo e i personaggi, ma il loro percorso è appena iniziato. Ci saranno evoluzioni, alleanze e cambiamenti profondi. Nulla resterà davvero come all’inizio».