Studiosa, traduttrice e organizzatrice culturale, la scrittrice catanzarese dedicò la vita alla letteratura femminile. Nel suo passato anche l’amore con Carlo Michelstaedter e il controverso rapporto con il fascismo
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La donna della quale voglio raccontarvi è nata a Catanzaro ma vi ha vissuto solo i primi dodici anni della sua vita, per poi trasferirsi con la famiglia a Firenze. Sto parlando di Jolanda de Blasi (1888-1964).
Al Regio Istituto di Studi Superiori di Firenze Jolanda incontra e ama il filosofo Carlo Michelstaedter che le scrive: «Così sono solo nella tranquilla notte lunare, cioè tu sei con me, Iolanda, e mi conforti alla veglia e mi plachi le ire…». Carlo porta con sé il dolore della morte di Nadia Baraden, un’esule russa che prima di suicidarsi gli scrive una lettera che lo segnerà per sempre. Eppure è innamorato della De Blasi («Vorrei che tu sentissi nei tuoi placidi sonni l'intensità del pensiero a te rivolto, e ti sfiorasse le labbra d'un bacio, con grande amore») e ne parla ai suoi. Ma i genitori rifiutano una non ebrea. Carlo combatte non solo con la famiglia ma con sé stesso. «Sento che è lontano quanto io voglio – e non è fuori di me che voglio alcuna cosa, ma in me – sento che onestamente non posso promettere di me nel futuro un marito, un babbo tranquillo, sento che forse farò soffrire quanti mi amano». Il rapporto si interrompe nonostante l’amore: «Voglio ogni cosa triste ed ogni cosa lieta fare elemento del mio sogno di bellezza e di gioia, voglio per tuo amore dargli essenza di vita, e con le mie mani foggiare così la perenne felicità delle nostre due anime unite». Carlo morirà suicida, nel 1910, a soli ventitré anni, mentre Jolanda continuerà a vivere la sua vita: nel 1911 si laurea in lettere, nel 1912-1913 scrive lavori teatrali, nel 1914 sposa un altro compagno di studi, Anton Francesco Giachetti, intellettuale e docente, nel 1915 ha da lui una figlia, Matilde.
Jolanda si dà all’insegnamento e contemporaneamente scrive senza sosta e organizza eventi culturali: dal 1925 è presidente della sezione letteraria del Lyceum di Firenze. Traduce, scrive novelle, articoli e saggi di critica letteraria: il suo interesse primario è rivolto alle scrittrici italiane e, nel 1931, dopo anni di lavoro, dà alle stampe un’opera in due volumi: Le scrittrici italiane dalle origini al 1800 e Antologia delle scrittrici italiane dalle origini al 1800. È forse il primo testo in Italia dedicato alla scrittura di genere e le valse un premio della Reale Accademia d'Italia. Secondo Jolanda le scrittrici seguono le mode del tempo ma non collaborano a formarle (concetto che le sarà contestato in tempi recenti da scrittrici femministe); per esempio Gaspara Stampa ha dedicato al conte di Collalto le sue Rime, ma, secondo Jolanda, gli ha fatto perdere così di virilità.
Fatto sta che Jolanda, nonostante queste riserve, sentiva di avere un compito verso le donne, cioè divulgare fra loro la conoscenza dei grandi della cultura nazionale, che lei invitava alle conferenze del Lyceum. Aveva intessuto una rete di rapporti personali con vari personaggi di spicco comprovata dai carteggi del suo archivio, scoperto solo nel 2013: per una fortuita coincidenza furono rinvenute alcune lettere di Jolanda a Maria Pascoli; contiene dattiloscritti, bozze con correzioni, manoscritti, appunti, carteggi, minute, articoli a stampa, il tutto conservato, per fortuna, da un pronipote. C’è la produzione teatrale e, soprattutto, non mancano le carte del marito che, al contrario di lei (monarchica e ammiratrice di Mussolini), fu un fervente antifascista. Le divergenti posizioni politiche convissero a lungo; ma, alla caduta del fascismo, la De Blasi fu condannata per la sua adesione al regime anche se la pena fu annullata grazie alle sue precarie condizioni di salute.
Nel 1939 aveva già curato, con grande successo, e scritto la prefazione di Solus ad solam, l'opera postuma di Gabriele D'Annunzio, che narra la storia d'amore fra il Vate e Giusini.
Dal 1945, lasciati il Lyceum e l’insegnamento, continuerà a pubblicare articoli per giornali e riviste su argomenti letterari, storici e di attualità (sulla neonata televisione italiana, fra gli altri). Negli ultimi anni traduce i poemi omerici e scrive il romanzo Lady Hamilton.
Una vita intensa, quella di Jolanda de Blasi, fra dolori giovanili e fanatismi politici. Interamente dedicata alla cultura e alla sua divulgazione, soprattutto rivolta al mondo delle donne.

