La biblioteca comunale «Pietro Timpano» di Bova Marina, questa mattina, era piena. Piena di ragazzi, di studenti, di volti attenti. Un’immagine che da sola racconta il senso dell’incontro con Daria Bignardi, ospite del progetto Immagina, e restituisce il valore di una scelta culturale che prova a rimettere i giovani dentro i luoghi della parola e del pensiero.

Giornalista e scrittrice, voce autorevole del panorama culturale italiano, Bignardi è arrivata a Bova Marina per presentare Nostra solitudine, il suo ultimo libro. Prima dell’incontro pubblico, ai nostri microfoni, ha spiegato il legame profondo con le biblioteche, luoghi che attraversano la sua storia personale fin da ragazza. «Le biblioteche sono sempre state i miei posti preferiti», ha raccontato. «Avevo l’abbonamento e facevo la gara con i miei compagni di classe a chi leggeva di più. Tornare oggi in biblioteca, soprattutto per incontrare i giovani, è sempre qualcosa di speciale».

Nostra solitudine è un libro che guarda in faccia una condizione centrale del nostro tempo senza semplificarla. «C’è solitudine e solitudine», ha spiegato Bignardi. «C’è una solitudine che è raccoglimento, che serve per proteggerci, per riposarci, per leggerci dentro. E poi c’è una solitudine che invece separa, che diventa angoscianti». Nel libro questi due piani convivono, si sfiorano, si contraddicono, restituendo un racconto che non cerca risposte facili.

Nel dialogo con noi, l’autrice ha legato il tema della solitudine a quello della lettura, indicandola come uno dei pochi spazi reali di raccoglimento rimasti. «Viviamo in mezzo a un continuo bombardamento», ha osservato. «È difficile trovare momenti per stare davvero da soli. Un modo concreto è leggere». Una solitudine che però non è chiusura. «Quando un libro è bello, poi viene voglia di parlarne, di condividerlo. È lì che la solitudine smette di essere isolamento e diventa relazione».

Centrale anche il passaggio sul rapporto tra adulti e nuove generazioni. «I ragazzi non hanno bisogno dei nostri consigli», ha detto con nettezza. «Hanno già i loro strumenti, i loro linguaggi. Siamo noi adulti che dobbiamo imparare ad ascoltarli». Una frase che ha trovato riscontro nell’atteggiamento della sala, composta in gran parte da studenti, presenti non per obbligo ma per interesse.

L’incontro pubblico è stato guidato dalla dirigente scolastica dell’Istituto superiore Euclide Domenica Minniti insieme alla professoressa Isodiana Crupi, che hanno accompagnato il confronto intrecciando i temi del libro con il percorso educativo portato avanti dalla scuola. I saluti istituzionali del sindaco Andrea Zirilli, del presidente del Consiglio comunale Pietro Stilo e della vicesindaca Maria Isabella Mesiani Mazzacuva hanno aperto ufficialmente la mattinata, collocando l’appuntamento dentro una visione più ampia che punta a restituire centralità alla biblioteca come spazio civico.

A Bova Marina è stato presentato il progetto Immagina, iniziativa pilota da 100mila euro finanziata dal Dipartimento Politiche giovanili. Al centro la biblioteca comunale, che diventa spazio di incontro, laboratori e dialogo con scrittori e protagonisti della cultura nazionale

Dopo il dialogo, l’incontro diretto con il pubblico, le copie firmate, le conversazioni informali. Scene semplici, ma dense di significato. Una biblioteca piena di giovani non è mai un fatto scontato. A Bova Marina, oggi, è stata la fotografia più chiara di ciò che Immagina prova a costruire: non eventi isolati, ma occasioni vere di incontro, ascolto e restituzione alla comunità.