«Sono molto felice che il film “Le Assaggiatrici” di Silvio Soldini tratto dal mio romanzo abbia vinto tre David di Donatello e soprattutto mi fa molto piacere che abbia vinto il David Giovani. Sono dei ragazzi delle scuole superiori a votare e questo significa che la storia del romanzo parla al presente, che è quello che a me interessa di più».

La scrittrice reggina Rosella Postorino commenta con particolare soddisfazione il David Giovani vinto dal film “Le assaggiatrici” diretto da Silvio Soldini e tratto dal romanzo con cui nel 2018 ha vinto il premio Campiello.

«Questo romanzo e questo film non sono un romanzo storico e un film storico. Sono opere che raccontano una condizione esistenziale che può riguardare tutti gli esseri umani in qualunque epoca e soprattutto riguarda la nostra epoca».

Il romanzo è ispirato alla vera storia di Margot Wölk che con altre donne era stata costretta ad assaggiare ogni giorno il cibo destinato ad Adolf Hitler, per avere la certezza che non fosse avvelenato.

Tre, su 13 candidature, sono stati i David di Donatello assegnati al film. Con il premio Giovani, anche il David per il Miglior trucco (andato a Esmé Sciaroni), e quello per la Migliore sceneggiatura non originale assegnato a Doriana Leondeff, Silvio Soldini, Lucio Ricca, Cristina Comencini (assente alla cerimonia), Giulia Calenda e Ilaria Macchia.

«Sono molto felice anche per gli altri due premi. Hanno lavorato a questo film degli sceneggiatori e delle sceneggiatrici molto molto bravi, grandi professionisti», ha dichiarato Rosella Postorino.

Sul palcoscenico di Cinecittà, in occasione della 71^ edizione dei David di Donatello, il regista Silvio Soldini ha voluto accanto a sé anche Rosella Postorino che, prendendo la parola, ha inteso ringraziare per il sogno vissuto e dedicare i pochi secondi concessi a sottolineare, della storia raccontata, il potente monito alle coscienze quanto mai attuale: «Si può essere colpevoli anche solo per inerzia».

Una grande emozione per la scrittrice nata a Reggio Calabria, cresciuta a San Lorenzo al mare, in provincia di Imperia, e adesso residente a Roma, che noi abbiamo raggiunto. «Un gesto di grande generosità, quello di Silvio Soldini di chiamarmi sul palco e condividere con me, che ho scritto il romanzo ma non il film, questa gioia e questo successo», ha sottolineato la scrittrice, richiamando poi quel concetto espresso sul palco: «Si può essere colpevoli anche solo per inerzia. Dobbiamo tenerlo molto a mente, perché è qualcosa che nel nostro tempo sta accadendo. È evidente, innegabile».

La scrittrice, reduce, il mese scorso dalla vittoria del premio Campiello Junior con il libro “Un fratellino – Storia di Nanni e di Mario” (Salani Editore), categoria 7-10 anni, si è poi soffermata sull’esperienza di avere visto le sue parole e la sua scrittura diventare un film.

«Quella con Silvio Soldini e con la produzione Lumiere nelle persone di Cristiana Mainardi e Lionello Cerri è stata per me un’esperienza non solo artistica ma proprio umana molto molto bella. Credo di essere stata fortunata ad aver incontrato persone che hanno creduto tantissimo in questo progetto, che hanno affrontato ostacoli di ogni tipo per poter fare questo film e che alla fine ce l'hanno fatta. Si tratta di una casa di produzione non molto grande e per questo ritengo siano stati molto audaci e molto appassionati.

Una grandissima professionalità, un bellissimo sguardo sul mondo, una visione, che poi è la cosa che rende autoriali le opere, e una grandissima umanità, che è quello che ha reso davvero questa esperienza qualcosa che assomiglia a un sogno», ha concluso la scrittrice reggina Rosella Postorino.