La serata ha accompagnato il pubblico in un viaggio che ha attraversato secoli e
linguaggi musicali
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Entrare nella Chiesa Matrice di Guardavalle la sera del Concerto per il Nuovo Anno significa attraversare una soglia che non è soltanto architettonica, ma simbolica. Le luci soffuse, il silenzio carico di attesa, lo sguardo del pubblico rivolto verso l'altare e l'orchestra: tutto contribuisce a creare un'atmosfera sospesa, in cui il tempo sembra rallentare per lasciare spazio all'ascolto. È in questo clima di raccolta e condivisione che Guardavalle ha accolto il 2026 affidandone il primo respiro alla musica. Il Concerto per il Nuovo Anno, ormai appuntamento irrinunciabile del calendario culturale locale, si è svolto con il patrocinio del Comune di Guardavalle, con la direzione artistica dall'Associazione Crotoniate Delle Arti in collaborazione con la Parrocchia di Sant'Agazio Martire e l'Associazione Auser Guardavalle. Un evento che negli anni ha assunto il valore di un vero e proprio rito collettivo, capace di unire generazioni, sensibilità e storie diverse nel nome della bellezza e della spiritualità.
Un momento di preghiera condivisa
Ad aprire ufficialmente la serata sono stati i saluti istituzionali, una testimonianza dell'attenzione e della vicinanza delle istituzioni alla vita culturale della comunità. Il Sindaco Giuseppe Caristo, da sempre attento e sensibile alla promozione degli eventi culturali come strumenti di crescita e coesione sociale, ha rivolto un augurio sentito alla cittadinanza, sottolineando il valore della musica come linguaggio universale capace di unire e di trasmettere speranza, soprattutto all'inizio di un nuovo anno. Accanto al saluto del primo cittadino, quello di Don Orlando Amelio , parroco della Chiesa Matrice, che anche quest'anno ha accolto con entusiasmo e partecipazione questo appuntamento tanto atteso. Con parole semplici e profonde, don Orlando ha ricordato come la musica, quando risuona in un luogo sacro, diventi preghiera condivisa, occasione di incontro e di apertura all'altro. La sua presenza e la costante disponibilità nell'ospitare l'evento hanno contribuito a rendere la Chiesa Matrice non solo spazio liturgico, ma vero cuore pulsante della comunità.
I protagonisti della serata
Protagonisti della serata sono stati il Coro Polifonico Santa Maria di Porto Salvo di Siderno, diretto e preparato da Salvatore Trifiletti, e la Leonard Bernstein Chamber Orchestra, guidata dal suo direttore musicale e artistico, il Maestro Francesco Menniti. La direzione di Menniti ha dato forma a un percorso sonoro coerente e meditato, in cui ogni brano sembrava dialogare non solo con il successivo, ma anche con lo spazio sacro che lo accoglieva e con il tempo liturgico che si andava a concludere. Il programma, ampio e articolato, ha condotto il pubblico in un viaggio che ha attraversato secoli e linguaggi musicali. Dalle melodie della tradizione natalizia, cariche di memoria collettiva, alle grandi pagine del melodramma ottocentesco, fino alle colonne sonore del Novecento e alle composizioni di ispirazione sacra contemporanea, la musica si è fatta racconto, riflessione, preghiera. Momenti di intensa suggestione sono stati offerti dai solisti: le voci del coro di Luisa Umbaca, Isidoro Galdino, Lucy Azzarelli e Salvatore Trifiletti, capaci di coniugare precisione tecnica ed espressività; il violino di Gianfrancesco Federico, protagonista di una pagina virtuosistica che ha acceso l’attenzione del pubblico; la chitarra di Andrea Lanzellotti, che ha portato in chiesa una dimensione intima e cinematografica; l’oboe di Renato Esposito, il cui timbro limpido ha saputo evocare un dialogo silenzioso tra umano e divino. Particolarmente significativa la presenza del soprano Rosanna Vono, giovane talento calabrese,
guardavallese d’adozione, al suo esordio con la Leonard Bernstein Chamber Orchestra. Reduce da una tournée in Giappone con l’Orchestra del Conservatorio Čajkovskij, la Vono ha offerto un’interpretazione intensa e raccolta, accolta da un ascolto attento e partecipe, che ha sottolineato il valore di un talento in continua crescita.
Messaggi di speranza e rinascita
Il concerto ha assunto un significato ancora più profondo per il suo valore simbolico: la serata ha infatti segnato la chiusura dell'Anno Giubilare, diventando occasione per affidare alla musica un messaggio di pace , fiducia e rinascita. In un tempo spesso segnato da divisioni e incertezze, le note hanno costruito un ponte invisibile, ricordando quanto l'arte sa ancora parlare a tutti, senza bisogno di traduzioni. Il pubblico, numeroso e silenziosamente partecipe, ha seguito ogni esecuzione con rispetto e coinvolgimento, rompendo il silenzio solo al termine dei brani con applausi sentiti e prolungati. Un segno evidente di come la musica, quando è autentica e condivisa, sappiamo creare comunità. Il Concerto per il Nuovo Anno 2026 non è stato soltanto un evento musicale, ma un'esperienza culturale e spirituale , un tempo sospeso in cui Guardavalle ha scelto di guardare al futuro attraverso la bellezza. Un inizio d'anno affidato alle note, alla memoria e alla speranza, in un luogo che continua a essere cuore pulsante della vita della comunità.



