“Il mito della guerra di Sybaris” di Antonino Ballarati, edito dal Coscile, verrà presentato sabato 7 febbraio, a partire dalle ore 17,30, nel palazzo della Curia Vescovile di Lungro grazie alla collaborazione dell’amministrazione municipale, della stessa Eparchia e del Club Kiwanis di Castrovillari.

Lo ha annunciato lo stesso autore che concluderà la presentazione a cui interverranno il sindaco Carmine Ferraro, il vescovo dell’Eparchia mons. Donato Oliverio, il governatore del Kiwanis Emanuela Capparelli, la presidente del Kiwanis di Castrovillari Marianna Fioravante, e la presidente dell’Accademia Pollineana Minella Bloise.

Ballarati in questo libro ricostruisce e racconta i fatti che hanno preceduto la distruzione di Sibari sollecitando curiosità e voglia di apprendere un periodo che ancora troppo pochi conoscono. Da qui l’interesse e la curiosità di seguire l’evento programmato. L’opera è a metà fra la ricerca storica e il romanzo in una modalità che cattura il lettore interessandolo capitolo dopo capitolo.

È la capacità di Antonino nello scrivere ed affrontare i fatti con un piglio tutto particolare. Lo confermano gli altri suoi libri redatti con la passione per il mondo omerico e per i protagonisti del mito e della storia portandolo sulla ribalta culturale come uno scrittore attento e degno nel farsi apprezzare ovunque anche grazie all’amore schietto ed intransigente per il suo Sud.

Lo testimonia pure il Premio Federico II° conferitogli ultimamente proprio «per il suo tributo a un percorso esemplare di studio e dedizione, la cui ricerca rigorosa e appassionata ha restituito nuova luce alle radici mediterranee e al patrimonio culturale del Mezzogiorno». Inoltre spiega l’attestazione: «Con una scrittura limpida e autorevole, ha saputo fondere storia e narrazione, trasformando il passato in una chiave viva per comprendere l’identità contemporanea», e in ultimo viene sempre insignito «per l’altissimo contributo che ha saputo consegnare alla salvaguardia e alla valorizzazione della cultura meridionale».

«Una bella soddisfazione - sottolinea Ballarati - che dà lustro ad un cammino che vuole riscattare appartenenza e dignità per una vera crescita e sviluppo delle coscienze meridionali e nel pieno rispetto di quegli eventi e capacità che spesso sono stati sottaciuti invece di essere valorizzati e affrancati».