«Un momento importante non solo per la città di Nicotera, ma per tutta la Diocesi e per tutta la provincia. E anche oltre, perché i tanti visitatori che in questo periodo affollano il nostro territorio potranno finalmente beneficiare di un tesoro di cultura e di arte che per tanti anni è stato precluso». Il vescovo Attilio Nostro ha dato avvio con queste parole alla la cerimonia di riapertura del Museo diocesano di arte sacra di Nicotera, un evento tanto atteso dopo diversi anni di chiusura e richieste da più parti affinché si potesse fruire nuovamente dei preziosi reperti custoditi nelle 28 stanze del palazzo vescovile sito accanto alla concattedrale. Ed è stata proprio quest’ultima, ieri pomeriggio, a ospitare la cerimonia che ha visto giungere a Nicotera le più alte cariche civili, religiose e militari della provincia. Tantissimi anche i cittadini che hanno voluto esserci.

In prima fila, oltre all’amministrazione comunale di Nicotera c’erano tra gli altri il presidente della Provincia Corrado L’Andolina, il sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo e altri primi cittadini dei comuni vicini, il prefetto Anna Aurora Colosimo, il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, il questore Rodolfo Ruperti, il comandante provinciale dei carabinieri Antonio Parillo, il comandante provinciale dei vigili del fuoco Ambrogio Ponterio, il consigliere regionale Vito Pitaro.

«È la celebrazione di una bellissima riconquista, frutto di un lavoro fatto di impegno, trasparenza, amore per la legalità ma soprattutto di amore per il territorio», ha detto il vescovo ringraziando il sacerdote don Salvatore Chindamo e gli enti che hanno collaborato per la riapertura della struttura, intitolata a monsignor Domenico Tarcisio Cortese.

«Una giornata storica – ha sottolineato il sindaco di Nicotera, Giuseppe Marasco –. Sembra un sogno e invece è tutto vero, oggi come comunità ci possiamo riappropriare di uno dei simboli della nostra città, che sarà anche un importante attrattore di economia per il nostro territorio: chiunque venga a visitare Nicotera chiede di poterlo visitare e da oggi finalmente potrà tornare a farlo».

La sottosegretaria Ferro ha sottolineato che la riapertura del Museo ha «una grande importanza per tutta la Calabria, poiché qui si raccontano oltre sette secoli di storia. In questo edificio c’è anche un vasto archivio vescovile, fatto di manoscritti, registri e documenti: conservare e valorizzare tutto ciò significa proteggere la memoria di una comunità e metterla a disposizione dei nostri giovani».

La direttrice pro tempore della struttura Mariangela Preta, nel fare una panoramica dei tesori «inestimabili» custoditi dal Museo, ha annunciato che già da oggi sarà fruibile da tutti, anche grazie ai volontari del Servizio civile che si occuperanno dell’accoglienza dei visitatori.