Oltre duemila visitatori, eventi interdisciplinari, tecnologie immersive e inclusione sociale: il Museo di Zoologia del Sistema Museale di Ateneo dell’Università della Calabria diventa una piazza viva della conoscenza tra ricerca, scuola e territorio
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Ci sono musei che conservano il passato. E poi ci sono musei che, quasi senza accorgersene, cambiano il modo in cui le persone guardano il presente.
È quello che sta accadendo al Museo di Zoologia del Sistema Museale di Ateneo dell’Università della Calabria. In pochi mesi, oltre duemila visitatori hanno attraversato le sale del Cubo 14B non per una visita di rito, ma per un’esperienza che intreccia ricerca scientifica, scuola, tecnologia, territorio e storie personali.
Qui la zoologia non è più solo esposizione di reperti. È racconto, dialogo, scoperta. È relazione. L’affluenza è solo la superficie di un fenomeno più profondo: un museo universitario che si trasforma da spazio espositivo a luogo di produzione culturale condivisa.
Quando Ovidio incontra insetti, rettili e rapaci notturni
Per un pomeriggio, tra le teche del museo, si è parlato di Atena, Medusa e metamorfosi. Non era una lezione di letteratura, ma l’evento “La Zoologia delle Meraviglie – Viaggio tra le creature del mondo classico”, realizzato con gli studenti del Liceo Classico “B. Telesio” di Cosenza.
I ragazzi hanno guidato i visitatori in un percorso sorprendente: dalla civetta sacra ad Atena alla fisiologia dei rapaci notturni, dal simbolismo dei rettili nel mito alla loro classificazione scientifica, dai versi di Ovidio alla tassonomia zoologica.
Ne emerge un dato evidente: tra cultura umanistica e scientifica non esiste frattura. Spesso il mito aveva già intuito ciò che la biologia avrebbe spiegato secoli dopo.
“Entomologia da brivido!”: la scienza che si fa esperienza
Tra gli eventi più seguiti, “Entomologia da brivido!”, promosso nell’ambito dell’Ottobre Entomologico Nazionale e organizzato dal Laboratorio di Scienze Forensi e di Entomologia Generale e Applicata dell’Unical, guidato dalla docente Teresa Bonacci, referente scientifico del Museo.
Per un giorno, il museo si è trasformato in un laboratorio aperto: attività interattive, osservazioni dal vivo e percorsi didattici hanno coinvolto studenti, famiglie e curiosi. Il pubblico ha scoperto il ruolo degli insetti negli equilibri naturali e le applicazioni dell’entomologia forense, che utilizza il ciclo vitale degli insetti anche in ambito investigativo.
Un esempio concreto di divulgazione partecipata, capace di generare curiosità e consapevolezza.
La divulgazione naturalistica oltre i confini accademici
In questo fermento si inserisce il lavoro di Antonio Mazzei, entomologo e curatore del museo. Per lui la zoologia non è catalogazione, ma ponte tra natura e immaginario umano.
Nei suoi interventi divulgativi accompagna il pubblico dall’Osmoderma, coleottero simbolo di delicate nicchie ecologiche mediterranee, alla narrazione del lupo nei paesaggi culturali italiani. Una visione che ritroviamo anche negli articoli firmati con Luciana De Rose su Fuoriquadro, dove zoologia, storia e territorio dialogano in modo naturale.
Visori 3D, CAVE immersiva e l’ingegneria nascosta nella natura
Il museo attrae sempre più anche studenti di Ingegneria, grazie alla nuova CAVE (Computer Automatic Virtual Environment), una struttura immersiva basata su retroproiezione su tre pareti, sviluppata sotto la supervisione del Presidente del SIMU, Prof. Fabio Bruno.
Attraverso modelli 3D ad altissima risoluzione, i visitatori esplorano dettagli anatomici invisibili a occhio nudo. Davanti ai reperti di ornitologia, gli studenti osservano becchi, ali e scheletri scoprendo il concetto di adattamento morfo-funzionale: la forma del corpo come risposta “ingegneristica” all’ambiente.
Un principio che trova applicazione concreta nella biomimetica: il profilo del becco del Martin pescatore (Alcedo atthis) ha ispirato la riprogettazione dei treni giapponesi Shinkansen, riducendo rumore e resistenza dell’aria.
Dall’ingegneria al design: la biodiversità come ispirazione
Anche gli studenti di Design dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria hanno trovato nel museo una fonte di ispirazione progettuale. Linee, geometrie e strategie adattative della fauna diventano spunti creativi in cui funzionalità ed estetica naturale dialogano con il design contemporaneo.
La scienza per il territorio: inclusione, accessibilità e appartenenza
Il Museo di Zoologia si conferma un presidio sociale fondamentale per l'intero territorio calabrese, capace di generare percorsi di orientamento e crescita che vanno ben oltre la semplice didattica
I giovani naturalisti: Tra i visitatori più affezionati spicca la storia di Nicholas, un bambino di 7 anni la cui straordinaria passione per la zoologia ha già conquistato l’attenzione della stampa nazionale. Tra dialoghi con i ricercatori e l'osservazione attenta delle teche, Nicholas ha trovato nel Museo uno spazio accogliente e stimolante per coltivare il proprio talento e la propria curiosità scientifica.
Sinergia con le Scuole e Progetti PON: Numerosi istituti scolastici hanno scelto la struttura del Cubo 14B non solo per le classiche visite guidate, ma come sede per completare articolate iniziative PON. Questi percorsi, che intrecciano la Zoologia con la Matematica, dimostrano la versatilità didattica del Museo e la sua capacità di declinare le scienze naturali in chiave multidisciplinare.
Un Museo senza barriere: l’entusiasmo del settore sociale: significative sono state le visite degli ospiti di diverse associazioni e cooperative sociali no-profit del territorio, realtà attive nel supporto alle persone fragili e con disabilità. I partecipanti sono stati coinvolti attivamente in molteplici progetti, mostrando un entusiasmo travolgente. In questo contesto, l'esperienza nella camera immersiva (CAVE) e l'utilizzo dei visori 3D hanno rappresentato momenti di eccezionale valore: l'interazione tecnologica ha abbattuto le barriere fisiche e cognitive, facendo emergere abilità e sensibilità nascoste in un ambiente protetto e stimolante
Un museo che ospita la ricerca
La vivacità divulgativa del Museo di Zoologia convive con un’intensa attività scientifica di respiro nazionale. La struttura ha recentemente ospitato la Conferenza Nazionale di Ornitologia, un evento di prestigio che ha riunito i massimi esperti impegnati nello studio della biodiversità e della conservazione delle specie. Tra i protagonisti dell'assise, Gianluca Congi, vicepresidente della Società Ornitologica Italiana (S.O.I.), ha presentato lo “Speciale Sila”, un importante inserto pubblicato nella rivista scientifica “Gli Uccelli d’Italia”. Il volume raccoglie decenni di ricerche e scoperte fondamentali sull'avifauna dell'altopiano silano, consolidando il legame strategico tra il Museo, l'Ateneo e i principali enti di tutela ambientale.
Questi appuntamenti sottolineano una missione chiara: i musei universitari come quello dell’Unical non sono semplici spazi espositivi, ma veri e propri presìdi di ricerca attiva. Qui, le collezioni storiche cessano di essere statiche per trasformarsi in strumenti dinamici per la produzione di nuova conoscenza scientifica a beneficio della collettività.
Una piazza della conoscenza, verso il completamento dell’allestimento
I duemila visitatori non sono solo un traguardo numerico, ma il segnale di un processo culturale in atto. Il Museo di Zoologia dell’Unical si sta configurando come una vera “piazza della conoscenza”.
Dopo l’inaugurazione, sono in corso gli ultimi interventi di allestimento. Grazie all’impulso del presidente del SIMU Prof. Fabio Bruno e al coordinamento della Dott.ssa Vittoria Carnevale, il percorso espositivo sarà potenziato con nuove vetrine che permetteranno di valorizzare oltre 1.500 reperti oggi solo parzialmente visibili.
In un’epoca in cui si parla spesso di distanza tra università e società, a Rende sta accadendo qualcosa di diverso: un museo universitario che non è solo un luogo da visitare, ma un luogo in cui tornare.
Eccellenza nella Ricerca e Collaborazioni Nazionali
Il Museo è un presidio di ricerca attiva. Sotto la guida del curatore Antonio Mazzei e della referente scientifica Teresa Bonacci, il Museo vanta collaborazioni di prestigio:
Università di Torino e ISPRA: Convenzione per il monitoraggio delle specie della Direttiva Habitat.
Università di Milano: Ricerca sulla dieta entomologica di uccelli insettivori come il Gruccione.
Università di Bari: Studio dei coleotteri carabidi come bioindicatori, basato sulla Collezione Brandmayr, la più completa in Italia.
Entomologia Forense e Ambientale: Ricerche sui coleotteri coprofagi e monitoraggio dei lepidotteri (progetto eBMS) presso l’Orto Botanico attraverso la collaborazione del progetto European Butterfly Monitoring Scheme - eBMS.

