Si è svolta ieri, martedì 9 giugno, presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, la seconda edizione di IMARS – Viaggio nel futuro dei Beni Culturali: Sistemi Intelligenti per Monitoraggio, Recupero e Conservazione Sostenibili, evento organizzato dall’IPCF-CNR in collaborazione con il MArRC e promosso dal Dipartimento di Scienze Chimiche e Tecnologie dei Materiali del CNR, nell’ambito delle attività del CHrossLab.

L’iniziativa ha registrato una partecipazione ampia e qualificata, riunendo ricercatori, docenti universitari, direttori di musei e siti archeologici, rappresentanti istituzionali, imprese e associazioni, tutti impegnati nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.

La giornata si è articolata in un ricco programma di interventi e sessioni tematiche dedicate alla diagnostica avanzata, ai materiali innovativi per la conservazione sostenibile e alle tecnologie digitali applicate ai beni culturali, con un forte accento sul trasferimento tecnologico e sulle sinergie tra ricerca e sistema produttivo.

Particolare attenzione è stata rivolta a strumenti non invasivi, soluzioni anticontraffazione e strategie per migliorare l’accessibilità del patrimonio.

Momento centrale dell’evento è stata la tavola rotonda dal titolo “Rileggere il passato con la visione del futuro: ricerca applicata, trasferimento tecnologico e futuro sostenibile”, che ha visto il confronto tra esperti e operatori del settore a livello nazionale, offrendo una visione condivisa sulle prospettive future della conservazione e valorizzazione dei beni culturali.

A chiusura della giornata, i partecipanti hanno preso parte alla visita “Passeggiata con il Direttore: sotto lo sguardo dei Bronzi di Riace”, occasione per coniugare riflessione scientifica ed esperienza diretta del patrimonio.

«Ospitare IMARS 2026 rappresenta per il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria un’importante occasione di apertura al dialogo tra ricerca scientifica, innovazione tecnologica e patrimonio culturale – ha dichiarato il Direttore del Museo Fabrizio Sudano. Il confronto tra competenze diverse è oggi fondamentale per affrontare le sfide della conservazione e per rendere il nostro patrimonio sempre più accessibile, sostenibile e vivo».

«Questa seconda edizione di IMARS conferma il valore di una rete interdisciplinare che mette in relazione mondo della ricerca, istituzioni e imprese – ha sottolineato Rosina Celeste Ponterio, organizzatrice dell’evento, CNR - Istituto per i Processi Chimico Fisici. L’obiettivo è promuovere soluzioni concrete e innovative per la tutela dei beni culturali, favorendo il trasferimento tecnologico e costruendo modelli sostenibili per il futuro».

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e il Dipartimento di Scienze Chimiche e Tecnologie dei Materiali del CNR rinnovano così la collaborazione e l’impegno nel promuovere iniziative di alto profilo scientifico e culturale, consolidando una rete sinergica tra ricerca, istituzioni e territorio e rafforzando il ruolo del patrimonio culturale come motore di innovazione e sviluppo sostenibile.