Concluse le festività natalizie, la consigliera comunale di Catanzaro con delega alla Valorizzazione del centro storico, Daniela Palaia, interviene sul ruolo dei teatri calabresi, e in particolare sul Politeama, e sulla necessità di approvare una legge che metta al centro il ruolo e favorisca la nascita di una rete regionale. 

«Le festività natalizie e il finale d'anno appena trascorsi hanno regalato alla città anche un riflettore acceso sul nostro Teatro Politeama , presidio culturale ormai storico e tra i più rilevanti per il Capoluogo di Regione. Tra gli eventi che lo hanno animato, basti citarne due in particolare: il concerto di Capodanno , appuntamento di tradizione che ha riscosso grande successo, sancendo peraltro la caratura artistica di tanti giovani talenti calabresi presenti nell'Orchestra Filarmonica della Calabria diretta dal M° Filippo Arlia ; e poi “ la Nave Teatro ”, l'originalissima e bella visita guidata drammatizzata, nata da un'idea del direttore del Politeama, Settimio Pisano, abilmente tradotta in testo da Giacomo Carbon ee portata in scena da Francesco Gallelli.

Proprio l'ideale “viaggio” all'interno dell'opera di Paolo Portoghesi e della sua storia, ha dato la misura del ruolo che ricopre il teatro cittadino e di quali grandi prospettive esso possegga. D'altra parte, lo dimostrano anche il pregevole cartellone 2025/2026, già iniziato e la scelta dell'Amministrazione guidata dal sindaco Fiorita di dare ulteriore impulso e sostegno alla Fondazione destinandole, nell'ultimo scorcio d'anno, ulteriori 55mila euro – si legge nella nota -. Tutte le decisioni importanti ed encomiabili, che confermano la volontà di continuare a investire sulla cultura per accrescere il ruolo, anche sociale, dei preziosi contenitori culturali presenti a Catanzaro e nel resto della regione. E proprio a questo proposito, il Politeama e gli altri teatri storici di Calabria attendono ancora, sia pure fiduciosi, che la Regione concretizzi la volontà espressa al suo tempo di approvare una legge ad hoc che contribuisca a togliere dall'incertezza questi fondamentali presìdi culturali. I teatri calabresi hanno bisogno di organizzarsi e rilanciarsi, creare rete e potere così svolgere tra le nostre comunità quel ruolo che fin qui hanno dimostrato ampiamente di saper ricoprire».