Non arrivano segnali incoraggianti da Roma sulla vertenza che coinvolge i lavoratori del call center Acapo di Crotone. La gara per la commessa di Roma Capitale, destinata a incidere pesantemente sul futuro occupazionale del sito calabrese, non verrà modificata, con il rischio concreto di una perdita significativa di posti di lavoro in uno dei territori più fragili sul piano occupazionale.

A lanciare l’allarme è Alecci, che interviene sulla situazione dei circa 150 addetti della aCapo di Crotone, sottolineando come il bando predisposto da Roma Capitale penalizzi le aziende prive di una territorialità diretta nell’area romana.

«Il know-how acquisito in tanti anni non va disperso – afferma Alecci –. Sono a rischio centinaia di posti di lavoro in un territorio molto difficile dal punto di vista occupazionale».

Una condizione che, secondo il consigliere regionale, impone un cambio di passo immediato da parte delle istituzioni.

Da qui l’appello a una mobilitazione condivisa: «Bisogna fare di più. Tutti gli attori interessati, a cominciare dalla Regione Calabria, devono convergere su una linea unica d’azione per tutelare questi lavoratori».

Lavoratori che, nel tempo, hanno maturato competenze professionali specifiche e strategiche, oggi messe a rischio da una procedura di gara che non tiene conto dell’impatto sociale sul territorio.

Alecci assicura inoltre il proprio impegno personale anche sul piano politico nazionale: «Rimango a disposizione per qualunque intervento utile alla risoluzione di questa brutta vicenda. Mi farò portavoce con i referenti del Partito Democratico per valutare, insieme, le strade percorribili».

La chiusura è un monito netto alle istituzioni: «Una situazione del genere non può concludersi nel silenzio. Tutta la politica, a tutti i livelli, deve fare la propria parte».