Scontro acceso in Commissione Finanze al Senato sul futuro energetico dell’Italia. Al centro del confronto gli incentivi alle energie rinnovabili, il ruolo del fotovoltaico e il rischio di una crescente dipendenza energetica dall’estero. Protagonisti del duro botta e risposta il presidente della Commissione, Massimo Garavaglia, e Franco Napoli, vicepresidente nazionale di Confapi.

Ad accendere il dibattito è stato l’intervento di Garavaglia, che ha criticato apertamente il sistema degli incentivi alle rinnovabili, in particolare al fotovoltaico. «Se gli impianti da rinnovabile, in particolare il fotovoltaico, non funzionano come dovrebbero, è inutile continuare a distribuire incentivi. Stiamo parlando di miliardi di euro ogni anno», ha dichiarato il presidente della Commissione.

Parole che hanno provocato la replica immediata di Napoli, intervenuto per chiarire la propria posizione durante l’audizione. «Nel mio testo non ho mai parlato di aumentare le risorse alle rinnovabili – ha precisato – ma della necessità di sostenere un mix energetico equilibrato, che includa anche le biomasse legnose. E soprattutto ho evidenziato quanto sia urgente semplificare le procedure burocratiche, perché molti impianti restano bloccati nei comuni».

Garavaglia ha però rincarato la dose: «E meno male che i comuni li bloccano, gli impianti fotovoltaici. Basta con queste risorse. Parliamo di circa 17 miliardi di euro l’anno: io li destinerei direttamente alle imprese».

A quel punto il confronto si è spostato sul tema della sicurezza energetica nazionale e sulle scelte strategiche dell’Italia negli ultimi decenni. Napoli ha ricordato come il Paese abbia rinunciato al nucleare, continuando però a importare energia prodotta all’estero, soprattutto dalla Francia. «Abbiamo chiuso le centrali nucleari e oggi importiamo energia prodotta da impianti nucleari oltre confine. Nel frattempo – ha sottolineato – abbiamo risorse energetiche nel nostro sottosuolo, ma continuiamo a dire no alle trivelle, no al petrolio, no al gas… e adesso anche no al fotovoltaico?».

Il vicepresidente nazionale di Confapi ha poi lanciato un allarme sulle prospettive economiche del Paese: «Sono preoccupato. Si rischia un vero e proprio lockdown energetico. L’Italia sta diventando sempre più dipendente dagli altri Paesi. Andando avanti così rischiamo di fermare il sistema produttivo e di mettere in crisi interi settori economici».

Il confronto in Commissione riapre così il dibattito sulla strategia energetica italiana, divisa tra transizione ecologica, costi degli incentivi, sicurezza degli approvvigionamenti e tutela del sistema industriale. Un tema destinato a restare centrale nei prossimi mesi, soprattutto alla luce dell’aumento della domanda energetica e delle tensioni internazionali che continuano a incidere sul mercato europeo dell’energia.