Il Governo lavora alla proroga del taglio delle accise sui carburanti. Il quarto decreto emergenziale è atteso per venerdì. Il ministero dell’Economia è a caccia di risorse ma trovarle non sarà semplice. Le tensioni internazionali non si smorzano e la crisi energetica pesa sempre di più sui bilanci di famiglie e imprese.

La proroga

La proroga degli sconti è un passo necessario per evitare che la pressione sui listini dei carburanti e sul gas faccia esplodere i prezzi al distributore e quelli in bolletta, portandosi dietro l’intero carrello della spesa. Il Governo finora ha impegnato 1,4 miliardi. Fino a venerdì varranno gli sconti di 24,4 centesimi al litro per il gasolio e di 6,1 centesimi al litro per la benzina. Il Governo pensa di prorogarli in questa misura per altre tre settimane.

La spesa prevista

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha anticipato che oltre al taglio della spesa al distributore, «saranno presi provvedimenti sicuramente su autotrasporto e trasporto pubblico locale». Il rinnovo dello sconto su benzina e gasolio e le misure di sostegno al sistema logistico costeranno circa 450 milioni di euro, 250 destinati ai carburanti, altri 200 alle imprese di trasporto.

Le risorse da impiegare

Per questo quarto decreto emergenziale il Governo non potrà usare l’extragettito fiscale Iva, ma dovrà ricorrere a tagli di spesa, in primis ai bilanci dei ministeri. Per il trasporto locale si pensa di fare ricorso alle risorse del fondo nazionale.

I limiti d’azione

Le possibilità di manovra sono abbastanza ristrette e le coperture sono scarse: bisogna rispettare i termini del Patto di stabilità fissati dall’Ue. La premier, Giorgia Meloni, ha chiesto alla Commissione europea di consentire lo sforamento per la crisi energetica nella stessa misura in cui è stato consentito per la spesa per la difesa.

Il confronto con Bruxelles

Il confronto a distanza con Bruxelles prosegue ma la Commissione non intende autorizzare lo stop. Lo ha ribadito per l’ennesima volta il commissario all’Economia, Valdis Dombrovskis, al termine della riunione dei ministri delle Finanze del G7 che si svolta a Parigi. La Commissione continua a «seguire attentamente la situazione e a valutare quale tipo di risposta richieda», ha detto Dombrovskis, e sta «esaminando anche la richiesta dell’Italia». Venerdì mattina nuovo confronto alla riunione informale dell’Eurogruppo a Cipro. Anche altri Paesi sembrano intenzionati a seguire la via indicata da Roma.

Percorrere altre vie

Percorrere altre vie potrebbe, secondo il ministro Giorgetti, potrebbe consentire di «arrivare a una soluzione». «Non c’è solo la deroga (al Patto di stabilità) - ha detto - ci sono tante vie per arrivare al risultato e le stiamo esplorando tutte». La Commissione europea ha chiesto ai governi «misure mirate» per sostenere le famiglie più fragili e le imprese in difficoltà e ridurre la pressione fiscale innescata dalla crisi energetica.

Il nodo autotrasporto

Venerdì il Governo incontrerà le associazioni degli autotrasportatori. Le imprese hanno proclamato uno sciopero di 5 giorni dal 25 al 29 maggio. Altro nodo difficile da risolvere. Lo sconto sul credito d’imposta sugli acquisti di carburante potrebbe non bastare. Le imprese chiedono nuove misure di sostegno e la rivisitazione del sistema dei rimborsi previsti per gli operatori del settore.

Il quadro finanziario internazionale

Cresce l’inflazione, spinta dai prezzi energetici. Oltre il 3% la previsione quest’anno. La crisi energetica avrà un impatto sul Pil mondiale e si porterà via lo 0,7-0,8% della ricchezza prodotta.

Bce, Fmi e Ocse hanno avvertito che se la crisi durerà fino all’estate sarà forte il rischio di recessione in autunno. Le difficoltà del momento sono abbastanza evidenti. Per il momento, però, tutti dovranno fare fronte all’emergenza con risorse proprie, mantenendo gli equilibri di bilancio.

Le preoccupazioni del G7

I ministri delle Finanze del G7 auspicano «un rapido ritorno al libero e sicuro transito attraverso lo Stretto di Hormuz e una soluzione duratura al conflitto». Di fatto l’uno e l’altra appaiono ancora molto lontani dall’essere raggiunti.