«Umiliati e offesi». Con queste parole l’Associazione Nazionale Docenti (And) commenta la nuova configurazione della Carta del docente annunciata dal Ministero dell’Istruzione, che dal 2026 prevede un importo di 383 euro per insegnante.

Secondo l’associazione si tratta di una scelta che aumenta il numero dei beneficiari ma riduce il valore del bonus, passando dai precedenti 500 euro a una cifra inferiore di 117 euro per ciascun docente.

Il presidente nazionale Pio Sangiovanni parla apertamente di un’operazione che non convince la categoria: «L’estensione della Carta del docente è frutto di un’operazione ragionieristica, una vera e propria partita di giro. Una riduzione cinica e inaccettabile del suo ammontare che penalizza ingiustamente tutta la categoria dei docenti».

L’associazione ricorda inoltre come l’introduzione della nuova misura sia arrivata con ritardo rispetto alle scadenze annunciate nei mesi scorsi. «Come previsto da tempo – sottolinea l’AND – la “nuova” Carta del docente arriva solo ora e con un importo ridotto, mentre i costi di esercizio della professione per gli insegnanti continuano ad aumentare».

Nel comunicato ministeriale si sottolinea l’ampliamento dei destinatari della misura, che ora include anche i docenti con supplenza annuale fino al 31 agosto, quelli con incarichi fino al termine delle attività didattiche al 30 giugno e il personale educativo dei convitti e degli educandati.

Una scelta che per l’AND non rappresenta però un vero miglioramento del sistema. «Si tratta di un riconoscimento effettuato a spese di altri docenti, invece di aumentare il fondo complessivo come logica e giustizia avrebbero richiesto», afferma Sangiovanni.

Secondo i dati citati dall’associazione, ai circa 819 mila docenti già beneficiari negli anni precedenti sarebbero stati destinati 313,677 milioni di euro, contro i 409,5 milioni dello scorso anno. La differenza, pari a 95,823 milioni, sarebbe servita a coprire l’estensione della misura a circa 200 mila nuovi beneficiari, generando comunque – sempre secondo le stime dell’AND – un ulteriore risparmio di circa 19 milioni di euro.

«Se queste risorse fossero state utilizzate integralmente – osserva il presidente dell’associazione – la Carta del docente avrebbe potuto raggiungere almeno i 400 euro».

Il Ministero ha inoltre annunciato l’ampliamento delle spese ammissibili, che oltre a libri, formazione, musei, hardware e software includeranno anche servizi di trasporto e strumenti musicali. Un elemento che l’AND giudica poco convincente alla luce del taglio del bonus.

«Di fronte alla sforbiciata operata – conclude Sangiovanni – suona quasi provocatorio parlare di nuove opportunità di spesa. In tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, 117 euro in più per ciascun docente avrebbero fatto certamente comodo».

L’associazione solleva infine un interrogativo sulle risorse disponibili per la formazione degli insegnanti: «Perché – chiede l’AND – non utilizzare parte dei 281 milioni destinati alla formazione e all’aggiornamento dei docenti per mantenere l’importo della Carta a 500 euro?».

«Ah, saperlo», conclude amaramente il presidente dell’associazione.