Il patrimonio Aterp regionale (circa 35mila unità) è in gran parte obsoleto e necessita di interventi. Il nuovo Piano casa del Governo apre alla possibilità di nuovi fondi e partnership con i privati. La Regione dispone di 227 milioni di fondi europei e statali per intervenire. Dal Pnrr sono arrivati 97 milioni
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In Calabria duemila case popolari non sono utilizzate perché fatiscenti o abbandonate. Altre quindicimila sono bisognose di interventi di manutenzione straordinaria. Bisognerebbe, dunque, mettere mano alla metà del patrimonio immobiliare dell’Aterp. Ci sono progetti e anche fondi per intervenire. Ma di certo i soldi non bastano.
Una speranza dal Piano casa
Il Piano casa appena varato dal Governo, un megaprogetto da 10 miliardi, apre uno spiraglio su una questione, quella del disagio abitativo, con numeri da capogiro anche in Calabria. Nella nostra regione gli immobili gestiti dall’Agenzia territoriale per l’edilizia residenziale pubblica sono oltre 35mila. Circa il 60% è stato realizzato prima del 1980 e la maggior parte necessiterebbe di interventi di manutenzione straordinaria. Circa 2mila alloggi sono fatiscenti o abbandonati: non sono utilizzabili proprio per questo motivo.
Gli interventi a carico dell’Aterp
Il compito dell’Agenzia territoriale per l’edilizia residenziale pubblica non è per nulla facile. Gli interventi a carico dell’Aterp prevedono il rifacimento completo degli impianti elettrici, idraulici, termici o sanitari; la sostituzione di infissi esterni, persiane o serrande; il rifacimento di coperture e tetti; il rifacimento delle facciate e il consolidamento delle fondamenta; la demolizione e ricostruzione di tramezzi e il consolidamento di solai o scale. Moltiplicando migliaia di euro di interventi necessari per il numero di immobili da ristrutturare, va da sé che la cifra da spendere risulti a dir poco astronomica. Le casse dell’ente, qui come in altre regioni, non possono starci dentro.
La domanda di alloggi
Accanto all’emergenza strutturale c’è l’emergenza sociale. È molto forte, infatti, la richiesta di alloggi pubblici da parte di chi la casa non se la può permettere e chiede aiuto allo Stato. A gennaio 2025 risultavano inevase oltre 11mila domande. Migliaia di calabresi attendono da anni. Se si tiene conto che la nostra è la regione più povera d’Italia, con le quote di reddito più basse del Paese, ci si rende conto che tantissime famiglie, sono oltre 60mila, affrontano spese che sopravanzano le proprie disponibilità economiche.
Dallo shock energetico un duro colpo
La crisi energetica ha aggravato il quadro dei bilanci facendo arrivare al 50% delle disponibilità i costi di casa, bollette domestiche, vitto e trasporti. Le famiglie più fragili stanno attraversando un periodo di ulteriore grande difficoltà: sono costrette ad operare delle scelte di spesa.
I fondi a disposizione dell’Aterp
A giugno 2025, a seguito di una interrogazione presentata dal consigliere regionale del Pd Davide Tavernise sull’emergenza abitativa in Calabria, l’assessorato ai Lavori pubblici ha risposto che «diversi sono i fondi destinati sia ad interventi di manutenzione straordinaria, messa in sicurezza, efficientamento energetico degli alloggi esistenti sia ad incrementare il numero di alloggi da assegnare agli aventi diritto».
Le misure di finanziamento attive
A quella data la Regione Calabria aveva a disposizione 227 milioni di euro. Le somme più sostanziose provengono dai finanziamenti europei: 97,7 milioni dal Pnrr e 80 milioni dal Programma regionale 2021/2027. In più, 11 milioni dal Fondo per lo sviluppo e la coesione. A questi finanziamenti vanno ad aggiungersi 25 milioni di risorse proprie della Regione e 14 milioni di fondi statali convenzionali per l’edilizia residenziale pubblica.
Gli interventi programmati dalla Regione
Con i 97,7 milioni di euro del Pnrr la Regione ha definito un piano di interventi che prevede il finanziamento di 52 progetti in tutta la regione per ristrutturare 901 alloggi. Con il Pnea sono stati finanziati 13 interventi per riqualificare 490 unità abitative e ultimare 124 alloggi. Con i fondi Fsc sono stati finanziati la riqualificazione di 512 unità abitative e i lavori di ultimazione di 54 alloggi.
Il giudizio della Corte dei conti
La magistratura contabile ha denunciato che il settore è vittima delle lentezze amministrative e delle carenze di risorse. La Calabria è indietro anche sul fronte dell’efficientamento energetico, limite che, sostiene la Corte aggrava il quadro di spesa a carico delle famiglie più vulnerabili.
Cosa prevede per la Calabria il Piano casa
Le novità sono due. La prima è che i fondi andranno su un fondo ad hoc messo subito a disposizione delle regioni con due canali di finanziamento, uno per le ristrutturazioni, l’altro per la costruzione di nuovi alloggi. La seconda novità è il partenariato con il privato. Punta realizzare alloggi da vendere o affittare a prezzo calmierato, con costi di almeno il 30% più bassi rispetto a quelli di mercato.

