La Calabria si prende il mondo: continua la crescita dell’export dei prodotti regionali, che dal territorio arrivano Oltreoceano e non solo. I dati del 2025 prodotti da SACE, l’agenzia di credito all’esportazione statale, dimostrano un ulteriore aumento del gradimento dei prodotti regionali in giro per il mondo. Francia, USA, Germania, Svizzera, Polonia: questi i primi cinque Paesi verso i quali la Calabria esporta il 41,4% del totale. Bene anche la Gran Bretagna con il 4,76%, terza fra le destinazioni Extra UE.

Ma la vera notizia sta nel monte economico dell’export calabrese, in crescita anche nel 2025: a chiusura dei quattro trimestri, secondo quanto calcolato da SACE, la nostra regione ha per la prima volta superato il tetto del miliardo. Un miliardo e 03, per la precisione, gli introiti derivanti dalle esportazioni. Si tratta di un traguardo storico per la Calabria, che mai era riuscita a raggiungere una cifra simile: il primato precedente, riferito al 2024, era di 931 milioni di euro. L’aumento, dunque, è stato del 10,75%: una percentuale importante, che da sola descrive l’ottimo stato di salute nel quale versa l'attività. 

L’export della Calabria supera per la prima volta il miliardo di euro di indotto. Domina il Food and Beverage, ma i dati del 2026 non sono positivi come quelli dell’anno scorso.

I dati settore per settore: boom alimentare, scendono i prodotti chimici

Con grande sorpresa di nessuno, a trainare l’export della Calabria è la voce “Alimentari e bevande”: sono 395 i milioni di euro che arrivano dal food and beverage, il più grande indotto economico della regione. Secondo posto per i prodotti chimici, monopolizzati dalla provincia di Reggio Calabria: su 215 milioni di euro di indotto, 205 arrivano dallo Stretto. La notizia però non è delle migliori, visto che nel 2024 il totale ammontava a 250 milioni di euro: il segno percentuale è un -17,82% per il secondo più importante settore dell’export calabrese, che quest’anno ha fatto segnare nel primo trimestre un ulteriore calo, 43 milioni contro i 55 del 2025 e i 60 del 2024. 

50 milioni arrivano dalla voce “altri settori esportativi”, un balzo del 361% rispetto ai dati 2024; benissimo anche la meccanica strumentale, con 94 milioni che si confermano anche nel 2026 con un primo trimestre da 32,6 milioni; in calo i mezzi di trasporto, ascesa per i prodotti agricoli che superano i 73 milioni. Fra alti e bassi, insomma, la Calabria festeggia un traguardo importantissimo. Ma come sta andando nel 2026?

I dati del 2026 non sono positivi come quelli del 2025

A guardare soltanto il generale, il primo trimestre del 2026 si sta mantenendo sulla falsariga del 2025. Lievissimo il calo accusato, 237 milioni contro i 245 del 2025 e percentuale giù di tre punti. Il problema è che si tratta di un calo distribuito su tutte le voci più importanti: in calo il food and beverage (-16%), in calo i prodotti chimici (-21%), in calo anche quelli agricoli (-30%). Dall’altra parte, però, l’export calabrese sembra essersi differenziato: fanno segnare degli importanti segni positivi l’alta manifattura (+22%), gli altri settori esportativi (+111%), la farmaceutica (+400%). Si tratta di indotti da poche decine di milioni, ma intanto la Calabria si posiziona sulla mappa. E questo permette di differenziare, in un’economia sempre più complessa, l’offerta che dalla Punta dello Stivale arriva fino al mondo.