Incentivi dal Governo solo a chi applica “il giusto salario”. Il provvedimento approderà oggi in Consiglio dei ministri
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Il Governo ha stanziato 900 milioni per la proroga del bonus assunzioni di giovani e donne e per sostenere l’occupazione nelle imprese operanti nella Zona economica speciale del Mezzogiorno. Lo prevede la bozza del decreto lavoro che approderà oggi in Consiglio dei ministri. La bozza del decreto è stata definita ieri in un vertice a Palazzo Chigi a cui hanno preso parte il ministro del Lavoro, Marina Calderone, il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, il sottosegretario per le politiche per il Sud, Luigi Sbarra, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano e il consigliere del premier per le Relazioni con le parti sociali, Stefano Caldoro.
Incentivi solo con “il giusto salario”
Il provvedimento dispone che gli incentivi vengano concessi solo a chi applica “il salario giusto”. Il Governo chiede che le retribuzioni siano equiparate al trattamento economico complessivo previsto dai contratti collettivi di lavoro stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative. E stabilisce che gli altri accordi non possano essere inferiori a questi. Palazzo Chigi punta a rendere più omogeneo il quadro contrattuale nazionale per evitare eccessive differenze di trattamento salariale tra le varie aree del Paese come pure tra le aziende dello stesso settore.
Cosa prevede il decreto
Il decreto prevede l’esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali, per una quota parte e per un periodo che varierà dai 12 ai 24 mesi, per chi porterà in azienda, stabilmente, donne e giovani disoccupati, e per le assunzioni a tempo indeterminato nelle imprese della Zona economica speciale del Mezzogiorno. Le norme riguardano i rapporti di lavoro subordinato nel settore privato, incluso il contratto di apprendistato per le donne e nella Zes unica.
Il bonus assunzioni donne
Le aziende che assumeranno donne senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 12 mesi, potranno beneficiare per un massimo di 24 mesi dell’esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali. Il bonus avrà effetto nel limite massimo di importo pari a 650 euro mensili. La cifra salirà a 800 euro nel caso in cui la neoassunta risieda nelle regioni della Zes unica per il Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria). Potranno accedere agli incentivi le aziende che assumeranno nuovo personale appartenente ad una delle categorie che rientrano nella definizione di “lavoratore svantaggiato” per età, basso titolo di studio, condizione socio-economica familiare. L’incentivo è di 24 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato.
Il bonus assunzioni giovani
Le aziende che assumeranno under 35, privi da almeno 24 mesi di impiego regolarmente retribuito, ovvero privi da almeno 12 mesi di impiego regolarmente retribuito, potranno beneficiare dell’esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali. Il bonus avrà un limite massimo di importo pari a 500 euro mensili. Anche in questo caso il bonus varrà per le assunzioni di lavoratori rientranti nelle categorie “svantaggiate”. L’esonero, non si applicherà al lavoro domestico e all’apprendistato. Il bonus salirà a 650 euro nel caso in cui le aziende operino in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria. L’incentivo è di 12 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato.
Il bonus assunzioni per le imprese operanti nella Zes unica
Per sostenere lo sviluppo occupazionale della Zona economica speciale per il Mezzogiorno il decreto concede incentivi alle imprese che assumeranno personale a tempo indeterminato fino al 31 dicembre 2026. Verrà riconosciuto l’esonero del 100% dei contributi fino ad un massimo di 650 euro mensili per 24 mesi. L’incentivo potrà essere richiesto dalle aziende che occupano fino a 10 dipendenti per l’assunzione di lavoratori under 35 disoccupati da almeno 24 mesi. I bonus donne, giovani e Zes saranno riconosciuti esclusivamente alle imprese che non avranno operato tagli al personale negli ultimi 6 mesi.
Le altre misure previste dal decreto
Il provvedimento normativo prevede la decontribuzione per le imprese che investono nella conciliazione tra vita e lavoro e per sostenere la maternità e la paternità. Il Governo mette a disposizione delle aziende in possesso della certificazione di parità un esonero contributivo fino all’1% nel limite massimo di 50mila euro annui. Nel decreto è previsto l'adeguamento parziale dei contratti scaduti all'inflazione programmata.
Caregiver familiari
Il decreto prevede, in via sperimentale, la copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro per le persone che svolgono l'attività di caregiver familiare.
Tutele per i rider
Più tutele per i rider. L’accesso alla piattaforma digitale per richiedere i servizi dei fattorini potrà avvenire con Spid, Carta di identità elettronica (Cie), Carta nazionale dei servizi (Cns) oppure con un account unico rilasciato dalla piattaforma. Allo stesso lavoratore non potranno essere commissionate prestazioni i cui tempi non saranno conciliabili.


