L’Istat certifica una crescita dello 0,6% nel 2025 e una pressione fiscale salita al 42,9%. Il titolare del Mef: «Speravamo di chiudere anticipatamente già quest’anno»
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L’Istat conferma il quadro dei conti pubblici italiani per il 2025. L’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil si attesta al 3,1%, in miglioramento rispetto al 3,4% registrato nel 2024. Viene così confermato il dato già diffuso lo scorso aprile.
Cambia invece, seppure leggermente, la fotografia della crescita economica. Il Pil italiano nel 2025 è aumentato in volume dello 0,6%, con una revisione al rialzo di 0,1 punti percentuali rispetto alla stima dello scorso marzo. Rivisto anche il dato relativo al 2024: il Pil in volume è cresciuto dell’1,1%, con una correzione positiva di 0,3 punti percentuali.
I numeri vengono diffusi dall’Istat nell’ambito delle statistiche sui conti economici nazionali 2010-2025. Sale anche la pressione fiscale, che nel 2025 raggiunge il 42,9% del Pil, con un aumento di 0,7 punti percentuali rispetto all’anno precedente.
Il dato sul deficit incide anche sul percorso dell’Italia all’interno della procedura europea per deficit eccessivo. A commentarlo è il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti.
«Prendiamo atto, non senza rammarico, dei dati definitivi espressi dall’Istat sul rapporto Deficit-Pil 2025», afferma il ministro. Giorgetti sottolinea quindi che l’uscita dalla procedura non arriverà in anticipo rispetto ai tempi previsti.
«Purtroppo l’Italia non uscirà anticipatamente già quest’anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, come avevamo sperato», aggiunge il titolare del Mef.
La prospettiva si sposta dunque al prossimo anno. «Coerentemente con i dati già espressi nel Dfp – conclude Giorgetti – questo potrà accadere nel 2027».

