VIDEO | Si tratta di personale che da anni assicura servizi essenziali nei musei e nelle scuole. Il sindacato sollecita il Governo a garantire certezze e percorsi di stabilizzazione strutturale
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Torna al centro del dibattito il futuro degli ex tirocinanti impiegati nei musei, nei parchi archeologici, negli istituti culturali e nelle scuole della Calabria. Questa mattina l’Unione sindacale di base (Usb) ha organizzato un presidio davanti alla Cittadella regionale di Catanzaro per chiedere al Governo una soluzione strutturale che garantisca la stabilizzazione dei lavoratori coinvolti.
Si tratta di personale che da anni assicura servizi essenziali all’interno di strutture pubbliche del territorio, ma che – denunciano i sindacati – continua a non avere certezze sul proprio futuro lavorativo.
Secondo l’Usb Calabria, questi lavoratori rappresentano una risorsa indispensabile per il funzionamento di musei, parchi archeologici, istituti culturali e scuole, ma la loro posizione resta ancora precaria. Da qui la mobilitazione organizzata questa mattina davanti alla sede della Regione, con l’obiettivo di sollecitare un intervento dei ministeri competenti.
«Noi vogliamo la stabilizzazione per questi lavoratori e per le loro famiglie», ha dichiarato Saverio Bortoluzzi dell’Usb Calabria durante il presidio. «Molti di loro sono monoreddito e da anni garantiscono servizi fondamentali nelle strutture pubbliche».
Il sindacato chiede che venga individuata una soluzione simile a quella adottata in passato per i precari della giustizia, con un percorso che consenta di superare definitivamente la condizione di precarietà.
«Questo governo deve dimostrare se ci tiene davvero – ha aggiunto Bortoluzzi –. Se questi lavoratori sono stati voluti dai ministeri, allora il Ministero della Cultura e quello dell’Istruzione devono dire chiaramente se intendono tenerli o meno».
L’Usb annuncia che continuerà a mantenere alta l’attenzione sulla vertenza finché non arriveranno risposte concrete da parte delle istituzioni nazionali e regionali. Al centro della richiesta resta la stabilizzazione dei lavoratori che, da anni, assicurano il funzionamento di servizi pubblici ritenuti fondamentali per il territorio calabrese.

