Dopo una fase di crescita il commercio con l’estero perde il 3,2% di guadagni nel primo trimestre 2026. Inizio d’anno negativo dopo un 2025 da record. I dati Istat
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Inizio d’anno decisamente negativo per l’export calabrese. Le vendite hanno permesso incassi per un valore di 237 milioni ma sono calate del 3,2%. Circa 9 milioni di fatturato in meno, rispetto al primo trimestre del 2025. Il crollo generalizzato delle vendite all’estero è stato contenuto solo dai rendimenti ancora da record del settore farmaceutico, chimico-medicinale e botanico (+398,2%), dalla vendita di carta e prodotti della stampa (+182%) e dalla vendita di macchine ed apparecchi elettrici (+132%). Lo dice l’Istat. La contrazione degli scambi segna un passo indietro dopo mesi risultati positivi. Nell’ultimo anno la nostra regione, in termini percentuali, ha sempre guadagnato di più rispetto alle altre aree del Sud e delle Isole. Ora l’Istat registra questo passo indietro.
L’export nazionale
Toscana, Abruzzo, Liguria, Basilicata e Marche guidano la crescita dell’export italiano. Nei primi tre mesi dell’anno l’Istat rileva un incremento pari all’1,3% del fatturato rispetto allo stesso periodo del 2025 con in cassi per un valore complessivo di 162 miliardi e 204 milioni di euro. Il manifatturiero, con l’apporto alla produzione delle piccole e medie imprese, prevale sull’industria pesante.
Il Centro e il Sud guidano la crescita dell'export
Le esportazioni salgono considerevolmente nelle regioni del Centro (+13,8%) e del Sud (+7,1%) mentre nel Nord-ovest c’è una crescita più contenuta, +1,3%. Si registra invece una decisa contrazione in Sicilia e Sardegna, -19%, e nelle regioni del Nord-est, -2,4%. Da gennaio a marzo la Toscana ha incassato il 30,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Crolla, invece, il Friuli-Venezia Giulia che sul suo ruolino di marcia segna un preoccupante -35,4%.
Il fatturato delle regioni
Gli incassi maggiori si registrano nelle regioni del Nord-ovest, 58 miliardi e 908 milioni. Segue il Nord-est con 49 miliardi e 28 milioni, il Centro con 35 miliardi e 592 milioni, il Sud con 12 miliardi e 136 milioni e le Isole con 4 miliardi e 220 milioni.
Metalli e prodotti farmaceutici i beni più richiesti all'estero
Nei primi tre mesi del 2026 l’aumento delle esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo e di prodotti farmaceutici dalla Toscana vale il 2,7% della crescita su base annua dell’export nazionale. Ulteriori contributi positivi sono arrivati dalle maggiori vendite di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli, da Veneto e Marche e dalle maggiori esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici, appunto dalla Toscana, e da Abruzzo e Lombardia. All’opposto, la contrazione delle vendite di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli, da Friuli-Venezia Giulia e Lazio ha prodotto una diminuzione degli scambi pari al 2%.
I paesi che hanno acquistato di più dall'Italia
I contributi positivi maggiori all’export nazionale derivano dall’aumento delle vendite della Toscana verso Svizzera (+537,3%) e Cina (+104,4%) e di Veneto (+56,2%), Abruzzo (+68,3%) e Marche (+199,0%) verso gli Stati Uniti. Gli apporti negativi più ampi, invece, provengono dal calo delle vendite del Friuli-Venezia Giulia verso Stati Uniti (-82,7%) e Germania (-65,7%), della Campania verso la Svizzera (-29,5%) e della Toscana verso la Turchia (-63,4%).
Nell’analisi provinciale dell’export, si segnalano le performance positive di Arezzo, Venezia, Firenze, Varese e Massa-Carrara. I contributi negativi più ampi arrivano dalle Trieste, Roma, Frosinone, Palermo e Lodi.

