Ferragosto vale più di un miliardo. Queste le previsioni di spesa in bar, ristoranti e pizzerie per la sola giornata del 15 agosto. È la stima del fatturato complessivo avanzata dal Centro Studi Fipe-Confcommercio che parla di 10,8 miliardi per i consumi alimentari fuori casa tra luglio e settembre. Una parte significativa di questa cifra è sostenuta dal turismo internazionale, che contribuirà con 1,6 miliardi.

La distribuzione di questa ricchezza vede i ristoranti e le pizzerie come protagonisti assoluti, pronti ad assorbire 6,2 miliardi, seguiti dai bar con 2,2 miliardi. La struttura dei consumi evidenzia come la cena sia diventata l'occasione conviviale preminente dell'estate, generando da sola 5,5 miliardi, contro i 2,7 miliardi del pranzo.

Il picco di Ferragosto: pranzo in famiglia e cene turistiche

Nella sola giornata del 15 agosto, il picco della domanda si traduce in una spesa nei soli ristoranti di almeno 500 milioni. Esiste tuttavia una distinzione netta tra chi resta a casa e chi è in viaggio: per i residenti il pranzo di Ferragosto rimane un rito irrinunciabile, mentre per i turisti il pasto principale si sposta alla sera, a conclusione di giornate dedicate alla cultura, al mare o alla montagna. Altri 500 milioni vengono generati da colazioni, aperitivi e pause pomeridiane, confermando il ruolo dei pubblici esercizi come volano essenziale della vita sociale.

In generale il turismo consente grandi incassi. La cena rappresenterà la principale occasione di consumo del mese con 5,5 miliardi di euro, seguita dal pranzo con 2,7 miliardi. Colazioni e aperitivi genereranno 700 milioni ciascuno, mentre break e dopocena valgono 400 milioni ciascuno.

Le destinazioni delle vacanze e la ricchezza portata nei territori

Le preferenze degli italiani per l'estate 2026 delineano una mappa chiara delle destinazioni. Il mare resta la scelta regina per il 62% dei viaggiatori. Tuttavia, si registra una crescita significativa della montagna, che raggiunge il 28% delle preferenze con un incremento del 6% rispetto al 2025. Questo fenomeno è attribuibile all'effetto "fuga dal gran caldo", che spinge sempre più turisti a cercare refrigerio ad alta quota. Le città d’arte e gli agriturismi completano il quadro, attirando il restante 10% dei vacanzieri.

Fipe stima che tra il 1° e il 23 agosto, si muoveranno in Italia circa 17,4 milioni di turisti, con una leggera prevalenza di stranieri (9 milioni) rispetto agli italiani (8,4 milioni). La permanenza media si attesta sui 4,5 notti, con un impatto economico complessivo che, considerando l'indotto su artigianato, commercio e cultura, potrebbe superare i 15 miliardi solo per il mese di agosto.

Dietro questi numeri imponenti si nasconde il lavoro di una "macchina dell'accoglienza" che impiega oltre 1.375.000 lavoratori dipendenti. Il profilo di questa forza lavoro è emblematico: il 51% è composto da donne e circa il 40% da giovani sotto i 30 anni. Questi professionisti garantiscono la tenuta del settore durante i giorni di massima pressione, affrontando turni complessi nei pubblici esercizi e negli stabilimenti balneari.

L'altra faccia della medaglia: l’Italia delle rinunce

Nonostante i dati positivi sui consumi totali, il quadro sociale presenta tinte fosche. Esiste una "forte polarizzazione", sostiene Confcooperative, tra chi può permettersi il lusso delle vacanze e chi ne resta escluso. Sono infatti 8,9 milioni gli italiani che resteranno a casa ad agosto. Per oltre una persona su due, la motivazione è prettamente economica: l'aumento dei prezzi ha creato una fascia di popolazione esclusa dai consumi turistici.

Il costo di una settimana di vacanza è diventato proibitivo per molti: una famiglia di quattro persone - dice sempre Confcooperative - può arrivare a spendere fino a 6.820 euro nella settimana di Ferragosto, con un aumento del 5% rispetto all'anno precedente. Anche per soluzioni più contenute, come il solo pernottamento e colazione, la spesa media per famiglia è di circa 2.750 euro, segnando un pesante +15% rispetto al 2025.

L'incognita carburanti: un extra budget da un miliardo

A pesare enormemente sulle tasche degli italiani è il caro-carburante. L'automobile rimane il mezzo preferito da 6 italiani su 10, ma il "caro pompa" comporterà una spesa extra stimata in 1 miliardo. I dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy al 13 agosto 2026 mostrano prezzi record. La benzina (self) costa 1,987 €/litro (2,064 € in autostrada) mentre il gasolio (self) raggiunge 2,082 €/litro (2,158 € in autostrada). Questi rincari significano che, rispetto all'anno scorso, un pieno di diesel costa mediamente 22 euro in più, mentre per la benzina l'aggravio è di 15 euro.

Strategie di risparmio e lotta allo spreco

In questo contesto di prezzi alle stelle, l'Unione nazionale consumatori ha diffuso consigli pratici per mitigare le spese. Il primo suggerimento è quello di cercare ristoranti leggermente "fuori mano", frequentati dai locali, dove la qualità è spesso superiore e i prezzi più contenuti rispetto alle zone centrali turistiche. L’utilizzo delle app può facilitare la prenotazione in locali che offrono sconti. Infine un occhio al contenimento degli sprechi alimentari: l’Unc consiglia di chiedere sempre la doggy bag per portare via il cibo non consumato.

Le stime parlano di oltre 224 milioni di presenze e una spesa di 27 miliardi di euro tra luglio e settembre. Sebbene il sistema turistico italiano confermi la sua centralità economica, la sfida per il futuro rimane l'accessibilità. Come evidenziato dal presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, il turismo è un motore economico potente, ma la crescente esclusione di milioni di cittadini dalle vacanze per motivi economici resta un segnale d'allarme che non può essere ignorato.