Gli aumenti ai distributori e in bolletta rischiano di innescare una nuova recessione economica. Il report della Cgia
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Non si ferma la corsa dei prezzi di gas e carburanti. La situazione sta diventando critica. I prezzi alle stelle stanno alimentando il timore diffuso che questo shock possa innescare una nuova recessione economica. Gli aumenti ai distributori ed in bolletta rischiano di trasmettersi sui costi di produzione, facendo crescere l’inflazione che a sua volta può portare ad una compressione dei redditi reali. L’allarme arriva dalla Cgia di Mestre.
L’associazione degli artigiani avverte che in mancanza di un intervento strutturale da parte di Bruxelles gli effetti su famiglie ed imprese saranno devastanti. Il diesel è cresciuto del 21% ed il petrolio del 54%. Al netto del taglio delle accise approvato dal governo Meloni il 18 marzo scorso e prorogato ieri sempre dal Consiglio dei ministri fino al prossimo 1 maggio, il prezzo medio del diesel in modalità self in poco più di un mese di guerra in Medio Oriente è passato da 1,720 euro/litro a 2,084 (+21,2%) e quello della benzina da 1,670 euro/litro a 1,758 (+5,3%). L’impennata del prezzo alla pompa del gasolio per autotrazione è stata trascinata dalla quotazione del Brent che è cresciuta del 54,1%. Rincari boom del gas (+60%).
Per quanto riguarda i prezzi di borsa dell’energia elettrica e del gas, in questo mese di ostilità il primo è salito da 107,5 euro/MWh a 122,7 (+14,2%), il secondo da 32 euro/MWh a 51,2 (+60,2%). Un’evoluzione che, dice la Cgia, inevitabilmente, si rifletterà sulle bollette, con prospettive tutt’altro che rassicuranti. In particolare per le famiglie più fragili economicamente e per le imprese più energivore. Bruxelles, sostiene la Cgia, dovrebbe autorizzare il taglio dell’Iva sulle bollette, introdurre un tetto al prezzo del gas e disaccoppiare il prezzo del gas e il prezzo dell’energia elettrica evitando così che in situazioni di crisi come quella attuale l’uno si porti dietro l’altro generando aumenti abnormi.

