Comuni, Regioni e Province autonome hanno a disposizione 60,8 miliardi. Il Mezzogiorno procede a velocità maggiore ma al Nord la spesa è superiore. La nostra regione diventa un caso dopo il giudizio negativo espresso dalla Corte dei conti
Tutti gli articoli di Economia e lavoro
PHOTO
A meno di sei mesi dalla chiusura dei cantieri circa un terzo dei progetti finanziati con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (19,3 miliardi su un totale di 58,6 miliardi) risulta realizzato. Il comparto dei Comuni conferma il primato sia per numerosità di progetti - sono 63.530 sui 96.082 finanziati, anche solo in parte, con risorse Pnrr - sia per volumi finanziari (24,5 miliardi su 47,5 totali). Regioni e Province autonome gestiscono risorse relative a 29.049 interventi, per un importo lievemente inferiore ai 18,2 miliardi e con un costo medio per intervento generalmente più elevato rispetto alle realizzazioni comunali.
Nel Mezzogiorno viene sempre superata la soglia del 40%, ma nel Nord Ovest è maggior la concentrazione di risorse.
I numeri arrivano dall’ultima verifica della Corte dei conti chiusa a fine agosto e sulla base dei dati presenti nella piattaforma ReGiS e dei risultati dei controlli effettuati dalle Sezioni regionali della stessa Corte.
Il caso Calabria
Diventa un vero e proprio caso che rischia di vedere vanificati gli sforzi progettuali di molti enti il giudizio espresso dalla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per la Calabria. Bocciatura senza appello per il modo in cui è stato portato avanti il programma di finanziamenti. «Tra gli aspetti critici relativi allo stato di attuazione dei progetti – è scritto nella verifica – la Sezione regionale di controllo segnala l'inefficiente utilizzo delle risorse Pnrr, il disallineamento tra i dati Regis e le risultanze contabili, ed infine ritardi e mancata alimentazione della piattaforma Regis, con il conseguente inserimento di informazioni inattendibili». «Nell'ambito dei controlli relativi al giudizio di parificazione del rendiconto della Regione Calabria - si legge ancora nel documento - è stato rilevato un potenziale rischio di sovrapposizione tra le diverse fonti di finanziamento del Servizio idrico integrato. Non risultano, tuttavia, strumenti integrati di monitoraggio e tracciabilità delle fonti, né un presidio metodologico volto – questo il giudizio della magistratura contabile – a prevenire e verificare il rischio di doppio finanziamento, come previsto dalla normativa».
Lo stato complessivo di attuazione dei progetti
In termini di avanzamento finanziario, sono stati impegnati 36 miliardi, il 59,2% dei 60,8 miliardi di risorse complessive necessarie a realizzare gli interventi, con pagamenti di poco inferiori al 30% del costo totale, che salgono a quasi il 32% (oltre 15 miliardi) se si considerano le sole risorse Pnrr (47,5 miliardi). Questo, rileva la Corte dei conti, è in linea con il piano dei costi, dove emerge che circa un terzo dei progetti finanziati con fondi Pnrr (19,3 miliardi su un totale di 58,6) risulta realizzato. I dati presi in esame, fortemente condizionati dalla tipologia di intervento, confermano un avanzamento meno rapido (30,1%) dei progetti legati all’attuazione di lavori pubblici, che assorbono la quota maggiore di risorse (circa 40 miliardi, pari al 68%), in virtù della loro complessità realizzativa e della connessa dilatazione dei tempi di esecuzione. L’acquisto o la realizzazione di servizi (seconda voce per importi, pari a 11 miliardi di euro), presenta un utilizzo di risorse pari al 37,8%. Il livello di utilizzo per la concessione di contributi è del 41%, quello per l’acquisto di beni è pari al 44,9%. Le realizzazioni, specifica la magistratura contabile, possono aver risentito dell’andamento dei trasferimenti dalle amministrazioni titolari che, alla data di osservazione, hanno erogato ai soggetti attuatori 11,9 miliardi.
Il confronto tra pagamenti degli enti a valere sul Pnrr (15,1 miliardi) e trasferimenti ricevuti evidenzia, inoltre, come il comparto degli enti territoriali abbia anticipato oltre 3,2 miliardi. L’analisi dell’avanzamento procedurale, ristretta ai 42.867 progetti per i quali erano disponibili tutte le informazioni (per un valore complessivo di quasi 5,8 miliardi) mostra che la maggioranza degli interventi si colloca nelle fasi di esecuzione (32.311 progetti, pari al 75,4% del totale) e in quelle di collaudo/verifica di regolare esecuzione (10.289 progetti, pari a circa il 24%).

