La stabilizzazione di circa diecimila lavoratori non sarà sufficiente a colmare i vuoti di organico negli uffici giudiziari. La Fp Cgil è scesa questa mattina in piazza a Catanzaro nell'ambito dell'iniziativa nazionale “Un'altra idea di giustizia”, per denunciare politiche che minano i servizi fondamentali. Il presidio sindacale si è svolto davanti la Corte d’Appello

«In tutta Italia abbiamo punte di scoperture che arrivano a quaranta, cinquanta e in alcuni uffici anche all’ottanta percento. Quindi lasciare fuori questi lavoratori significa non dare risposte ai cittadini perché chi paga alla fine è il cittadino» ha dichiarato la coordinatrice nazionale giustizia della Fp Cgil, Felicia Russo. Questa mattina ha preso parte al presidio organizzato in piazza Matteotti.

Il piano assunzionale lascerà fuori dalle stabilizzazioni circa 1.500 addetti in tutta Italia. In Calabria i lavoratori assunti nell'ambito del Pnrr sono circa 800: addetti all'ufficio del processo, con funzioni tecniche e operatori data entry. «Negli uffici giudiziari c'è un malcontento generale che riguarda un piano assunzionale di 20.000 persone necessarie in questo comparto» evidenzia Sergio Rotella, segretario generale Fp Cgil Area Vasta. «Vi è inoltre la problematica dei lavoratori del Pnrr – ha agguinto ancora il sindacalista –. Si tratta di 1.500 lavoratori che rischiano di rimanere fuori a partire dall'1 luglio».

La maggior parte impiegati negli uffici giudiziari: in Tribunale, in Corte d’Appello, alcuni anche in Procura. La Cgil ha organizzato assemblee sindacali con i lavoratori precari. «Nella giustizia non si investe, si fanno tagli» ha incalzato ancora la coordinatrice nazionale. «Le stabilizzazioni che sono state fatti fin qui sono tutti risparmi del ministero. Il governo su questo ministero non ha messo un centesimo. Il problema è di valorizzare tutto ciò che si è fatto con il Pnrr».