I primi dati raccolti da Confimprese dicono che dal 3 al 6 gennaio gli acquisti nei negozi sono in crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno che si è appena concluso
Tutti gli articoli di Economia e lavoro
PHOTO
Le famiglie italiane tornano a spendere nei primi giorni del 2026 grazie ai saldi invernali. Un segnale positivo per il commercio dopo un 2025 segnato da una crescita dei consumi vicina allo zero. Confimprese registra valori in aumento del 6%, rispetto allo stesso periodo dell’anno che si è appena concluso. Vendite in crescita nel comparto dei servizi e della cura della persona, +7%, trainate dagli acquisti di prodotti per la casa, elettronica, telefonia e libri e dal comparto dell’abbigliamento, +5,3%. I risultati di vendita dei primi 4 giorni di saldi, partiti il 2 gennaio in Valle d’Aosta e il 3 nel resto d’Italia, fanno ben sperare per il prosieguo dell’anno: il 70% delle aziende associate a Confimprese viaggiano con il segno più in bilancio.
«I saldi permettono di acquistare prodotti di qualità a un prezzo conveniente. Gli acquisti, tuttavia, non sono scontati. I consumi - dice Mario Resca, presidente di Confimprese - si risvegliano quando ci sono iniziative commerciali come Black friday, promozioni e saldi, perché i consumatori sono prudenti e, nonostante il reddito disponibile, giudicano troppo oneroso acquistare durante l’anno. Le strategie di adattamento al diminuito potere d’acquisto inducono le persone a fare scelte precise per gestire le finanze in modo equilibrato e tenere sotto controllo i conti. Quanto alle prossime settimane, segnaliamo prudenza, si ritornerà ad andamenti più contenuti - conclude Resca - anche a fronte di una situazione internazionale che desta preoccupazione». Confimprese riassume molto bene il sentiment degli operatori del commercio, condiviso dalle altre associazioni di categoria: non si può sempre contare sulle stagioni dei saldi quando il settore è sempre più messo in crisi dalle vendite online.

