«È davvero senza fine la vertenza per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro della Sanità privata, Aiol Rsa e Aris Rsa, che registra ormai un ritardo inaccettabile da parte delle due associazioni. Il mancato rinnovo del Ccnl Aiop/Aris per i lavoratori che operano nelle strutture della Sanità privata accumula un ritardo di otto anni, mentre i Ccnl Aiop Rsa e Aris Rsa registrano un ritardo addirittura di tredici anni, con il risultato di una cornice normativa ormai datata e di salari non più adeguati, privi di reali rivalutazioni del potere d’acquisto». È quanto si legge in una nota congiunta dei segretari generali di Fp Cgil Calabria Alessandra Baldari, Cisl Fp Calabria Luciana Giordano, Uil Fpl Calabria Walter Bloise.

«È forte – dichiarano – la preoccupazione per uno stallo negoziale determinato, da un lato, dalla scelta delle associazioni datoriali Aris–Aiop di subordinare l’apertura del tavolo di rinnovo del Ccnl alla copertura integrale dei costi da parte delle Regioni e, dall’altro, da un quadro ancora insufficiente sul versante Rsa (Residenza Sanitaria Assistenziale) dove, pur con l’apertura di tavoli di trattativa, non sono stati dati reali segnali di disponibilità a raggiungere in tempi brevi i rinnovi contrattuali».

«Tali condizioni – continuano i sindacalisti – compromettono i diritti e le legittime aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori, già penalizzati dall’aumento del costo della vita, e rischiano di incidere sulla qualità dei servizi erogati. Lavoratori impegnati giorno e notte nei servizi di assistenza e di cura a soggetti veramente fragili e bisognosi di adeguate cure. Per quanto riguarda le Rsa, stiamo parlando di strutture extra-ospedaliere a carattere sanitario, dedicate principalmente ad anziani o adulti disabili che non possono essere assistiti a domicilio e necessitano di cure mediche, infermieristiche e riabilitative a tempo pieno. Oltre che del supporto nelle attività quotidiane, quali l’alimentazione, l’igiene personale e la mobilità. Strutture fondamentali soprattutto qui in Calabria, dove il sistema sociosanitario è assolutamente carente».

«A fronte di questi delicati compiti e dell’irrinunciabile necessità di far funzionare bene queste importanti strutture – si legge nella nota – è davvero inaccettabile la difficoltà a riuscire a convincere le parti datoriali che per garantire servizi di qualità in settori delicatissimi che hanno in carico la cura di persone fragili è indispensabile valorizzare i lavoratori ed è, soprattutto, fondamentale garantire a parità di lavoro le stesse tutele e gli stessi diritti riconosciuti al personale che opera nel pubblico».

«Fondamentale – proseguono Baldari, Giordano e Bloise – è il coinvolgimento degli attori istituzionali deputati al controllo e all’accreditamento di queste strutture, a cui la Fp Cgil, la Cisl Fp e la Uil Fpl Calabria chiedono che i relativi accreditamenti siano subordinati all’applicazione di Ccnl che garantiscano condizioni di lavoro dignitose e che siano sottoscritti dalle sigle sindacali maggiormente rappresentative. Situazione che ha portato le segreterie nazionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl a proclamare lo stato di agitazione del personale con una mobilitazione che non cesserà fino a quando la situazione non si sbloccherà con il giusto rinnovo di questi contratti collettivi».

«Anche qui in Calabria, dove la situazione è ancora più delicata per le ben note carenze e criticità di tutto il sistema socio-sanitario, i lavoratori che erogano servizi di assistenza e cura nelle strutture della Sanità privata e nelle Rsa che applicano i Ccnl Aiop e Aris aderiscono convintamente allo stato di agitazione e alla mobilitazione in atto, mentre le segreterie regionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – concludono – invitano la direzione strategica di Azienda Zero ad effettuare i dovuti controlli al fine di verificare il rispetto delle norme fondamentali che disciplinano non solo il rapporto di lavoro ma anche la qualità di vita e il benessere organizzativo dei lavoratori e degli assistiti».