In un’epoca in cui il racconto del Mezzogiorno oscilla pericolosamente tra il vittimismo e la rassegnazione statistica, emerge una voce fuori dal coro che parla di un atteggiamento improntato a una visione realistica e pratica, oltre alla formazione e visione. È quella che arriva dai corridoi dell’Università degli Studi della Basilicata, dove si è conclusa la Winter School sulla Parità Generativa, un appuntamento che ha segnato un punto di svolta per il progetto Sibaridea. L’associazione, impegnata nella tessitura di nuove trame sociali per le giovani generazioni, ha partecipato attivamente e profondamente politico nel senso più alto del termine qual’è la gestione della "polis" e del suo futuro.

L’iniziativa, nata dalla lungimiranza di Antonio Candela, ha saputo trasformare l’ateneo lucano in un laboratorio a cielo aperto. Qui, il dialogo tra istituzioni, mondo del lavoro e nuove generazioni è stato un un confronto serrato sui temi dello sviluppo territoriale per superare l'isolamento dei singoli territori e creare una massa critica di competenze e idee capace di invertire la rotta del declino. Per Luigi Fasanella, Presidente di Sibaridea, la questione giovanile nel Sud non può più essere trattata come un’appendice dei programmi elettorali, ma come centro nevralgico per ogni strategia di crescita. «Se vogliamo davvero parlare di futuro dei nostri territori – ha dichiarato Fasanella a margine dei lavori – dobbiamo avere il coraggio di compiere un salto di qualità. Partire dai giovani non significa solo ascoltarli, ma renderli parte attiva e integrante nella leadership politica, sociale e lavorativa. Il Mezzogiorno non soffre di mancanza di talento ma di una cronica assenza di politiche attive inclusive, capaci di trasformare quel talento in una risorsa strutturale per le comunità.»

Il passaggio più incisivo dell'intervento di Fasanella tocca un nervo scoperto, lo spopolamento. Per Sibaridea, la fuga dei cervelli non è un fenomeno naturale, ma il risultato di una precisa carenza di visione. La questione sollevata da Fasanella sveste ogni qualsivoglia principio di accondiscenza: «La vera domanda che dobbiamo porci è semplice quanto brutale: stiamo davvero creando le condizioni affinché i giovani possano contribuire allo sviluppo, oppure ci stiamo limitando a fare la conta di chi parte?» Da questo interrogativo nasce la filosofia della "restanza generativa". Non un invito al sacrificio o al localismo chiuso, ma una proposta rivoluzionaria per restare o tornare nella propria terra e “costruire valore” portando innovazione e contaminazione culturale.» È il rifiuto della rassegnazione in favore della progettualità. Il lavoro svolto durante la Winter School è solo il prologo di un evento ancora più ambizioso. Dal 3 al 5 giugno 2026, l’Università della Basilicata ospiterà il Festival delle Opportunità, un forum permanente dove le idee nate in questi mesi troveranno applicazione pratica e confronto diretto con i grandi player del mercato e delle istituzioni. L’invito finale di Sibaridea è una chiamata alle armi per tutti i ragazzi e le ragazze che non accettano di vedere il proprio futuro scritto altrove. L'associazione si propone come hub di partecipazione, un luogo dove la "restanza" diventa azione concreta. Perché, come ricorda Fasanella con fermezza, il destino del Sud non può essere solo un capitolo di un libro di storia contemporanea. Deve essere scritto oggi, con l'inchiostro del coraggio e il linguaggio dell'innovazione, partendo da chi quel futuro abiterà.