«Non solo dentro i porti ma anche fuori, intorno. L’incontro di oggi ha posto un accetto fondamentale su questa dimensione territoriale che i porti hanno per loro vocazione e che devono assolutamente poter esprimere ed estrinsecare. La portualità, che in Italia muove più di 80 miliardi di valori aggiunto di cui 30 miliardi arrivano al sistema portuale meridionale, con 400mila nuovi posti di lavoro, è al centro della riforma attesa dal 1994. Su di essa punta il governo Meloni e su essa vi è il massimo impegno del Parlamento al fine di discuterla e approvarla entro fine 2026 con elementi di innovazione che possono determinare prospettive ancora più interessanti per l'economia nazionale e del Mezzogiorno, dove l’area dello Stretto assume una valenza strategica». Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega per il Sud, Luigi Sbarra ha così concluso i lavori del workshop “Sistema portuale dello Stretto: da Reggio Calabria un percorso di sviluppo per la competitività del territorio”, svoltosi questa mattina nella sala Francesco Perri di palazzo Corrado Alvaro, promosso dalla Casa del Made in Italy (struttura territoriale del Mimit) di Reggio Calabria, in collaborazione con Energia Media.

Mimit workshop Sistema Portuale dello Stretto Reggio 6 ottobre 2026

La portualità come dimensione strategica decisiva dell’area integrata dello Stretto è stata al centro delle varie sessioni che hanno visto avvicendarsi attori del territorio impegnati da oggi in un percorso permanente di dialogo e confronto promosso dalla Casa del Made in Italy.

«In coincidenza con gli eventi portati avanti dal comune di Reggio Calabria, abbiamo avvertito l’esigenza di questo focus coinvolgendo tutti gli attori che potessero avere titolo e competenza dall’ospitalità al diportismo, dalla mobilità alla ricerca e all’innovazione tecnologica. Da qui partiremo per i prossimi incontri tematici in con il Comune, con la Città metropolitana, con il sindaco Cannizzaro e con tutti gli altri soggetti del territorio», ha spiegato Giuseppe Antonio Sofia, dirigente Mimit per Calabria, Sicilia e Sardegna.

La gestione dei porti si lega a doppio filo con un intero ecosistema territoriale in cui infrastrutture, città, imprese, servizi pubblici, ricerca e innovazione sono chiamate a dialogare e a incidere.

Dunque il porto smette di essere solo un luogo di transito di persone e merci per assumere un ruolo dinamico e proattivo capace di attivare investimenti, nuove filiere produttive, servizi e connessioni, nel caso di Reggio, con tutta l’area metropolitana. Per farlo si nutre delle energie e delle competenze del territorio che mette in connessione. 

«L’università Mediterranea riveste un ruolo importante per lo sviluppo della portualità nell'area dello Stretto che da Montebello arriva sino a Bagnara e che punta a un sistema multimodale, una sfida che credo possa veramente rivoluzionare il nostro territorio. La portualità è una via d'accesso ai nostri territori, come l'aeroporto, le autostrade, le linee ferroviarie dal punto di vista della mobilità. Certamente la portualità in chiave turistica per Reggio Calabria costituisce un’altra grande sfida. L'Università c’è e impegna le sue innumerevoli competenze nel campo dei dipartimenti di Ingegneria, Architettura e Agraria», sottolinea il professore Felice Arena, direttore del laboratorio naturale di ingegneria marittima Noel e direttore della Scuola di dottorato dell’università Mediterranea di Reggio.

Il Sistema Portuale dello Stretto, la cui autorità è nata nel 2018 con competenza sui porti di Messina, Milazzo, Tremestieri, Reggio Calabria, Villa San Giovanni e Saline Joniche, costituisce una delle infrastrutture strategiche del Mediterraneo.

«Il porto di Reggio è centrale, non soltanto per la città di Reggio, ma per l'intero sistema portuale. La sinergia più volte richiamata in questo contesto rilancia il tema centrale delle connessioni, come ad esempio quella dell’università dal punto di vista scientifico, in tutti i settori: dal trasporto dei passeggeri alla nautica, al crocierismo e a tutti i servizi. Nel porto di Reggio Calabria, non esiste un centimetro che non sia attualmente oggetto di un intervento, di un cantiere in corso, di una pianificazione. Ogni euro investito nell'ambito portale genera un contrappello di un euro. Dico un contrappello perché è una sorta di contro chiamata nel senso che genera sostanzialmente il doppio più 07, quindi un impatto di rilievo. Del resto il tema principale, come missione istituzionale affidata all’autorità di Sistema, è quello della competitività delle banchine, della logistica e degli spazi demaniali e delle singole connessioni e dei servizi. Ancora non si percepisce quanta economia giri intorno ai sistemi portuali, soprattutto nel momento come questo in cui la portualità si sta assolutamente sviluppando», spiega il presidente dell’autorità di Sistema Portuale dello Stretto, Francesco Rizzo.

Mimit workshop Sistema Portuale dello Stretto Reggio 6 ottobre 2026

Le conclusioni del workshop sono state affidate al sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega per il Sud, Luigi Sbarra.

«Il sistema portuale italiano meridionale calabrese è una straordinaria opportunità. Non è solo una grande risorsa naturale, ma è una infrastruttura strategica che può generare risposte positive sul versante della crescita economica e sociale e sulla occupazione. La vera sfida è collegare la rete portuale con il territorio, alimentare sinergie in termini di blue economy, generare connessioni con le attività produttive. Penso alla logistica, al turismo, alla politica industriale, all'innovazione, alla ricerca, alla digitalizzazione e alla tutela ambientale. L'iniziativa di oggi è un grande passo in avanti perché tenere insieme tutte queste istanze che arrivano dalle istituzioni, dai corpi intermedi della società con gli enti di ricerca col sistema universitario. Il sistema portuale dello Stretto può essere il candidato naturale per tutta la sfida del Mediterraneo oltre che per le grandi opportunità nazionali ed europee. Il nostro Mediterraneo dopo decenni ritorna ad essere crocevia importante di scambi economici industriali, energetici, culturali. Ecco, io penso che il sistema portuale meridionale calabrese e dell'area dello Stretto possono determinare una prospettiva di assoluto valore e interesse anche in questa dimensione internazionale. Le risorse ci sono, anche oltre il Pnrr, ma occorrono protagonismo e opportunità per i giovani», ha concluso il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega per il Sud, Luigi Sbarra.