Mezzo milione di progetti e quasi 132 miliardi di detrazioni a carico dello Stato. Il superbonus si chiude con numeri da capogiro. È la misura di finanziamento pubblico più cara di sempre. Gli investimenti complessivi hanno raggiunto quota 127 miliardi 259 milioni e 122.474,42 euro. Lo dicono i dati aggiornati al 30 aprile diffusi dall’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Il 98,1% dei lavori risulta concluso, il loro costo è pari a 123,04 miliardi.

La ripartizione degli investimenti

I lavori nei condomini, 141.756, il 28% del totale degli edifici, hanno assorbito la quota maggiore di risorse, 86,85 miliardi. I progetti finanziati negli edifici unifamiliari sono stati 246.188, il 48,7%, per un totale di 28,86 miliardi di spesa. I lavori nelle unità immobiliari funzionalmente indipendenti sono stati 117.472 per un costo di 11,54 miliardi. Tutti completati i 5 progetti da 1,89 milioni che hanno invece interessato l’ultima voce in bilancio: i castelli.

La geografia dei lavori

I datti diffusi da Enea dicono che la regione con più investimenti e con più edifici ristrutturati è la Lombardia con 79.172 immobili coinvolti e per una spesa pari a 24,56 miliardi. Seguono l’Emilia-Romagna con 45.133 edifici e 12,03 miliardi investiti, e il Lazio, con 39.103 progetti di ristrutturazione per una spesa di 10,54 miliardi. In Campania gli investimenti hanno raggiunto quota 9,72 miliardi: gli edifici ristrutturati sono stati 30.523. Nelle regioni con un numero inferiore di interventi, come l’Abruzzo (15.934 edifici e 4,84 miliardi) o la Calabria (16.099 edifici e 3,64 miliardi, con oltre il 97%), Enea registra percentuali di completamento dei lavori molto elevate.

Il rischio di frodi

Fin dalla sua attivazione questa misura di finanziamento ha fatto gola a chi ha pensato di poterne approfittarne per arricchirsi indebitamente. Il comando generale della Guardia di finanza aveva accertato che al 31 dicembre 2025 l’ammontare complessivo dei crediti inesistenti in materia edilizia ed energetica sottoposti a sequestro preventivo risultava pari a oltre 9,3 miliardi.

Rapporto deficit/Pil, per il Governo il superbonus causa la bocciatura dell’Italia da parte dell’Ue

Secondo il Governo l'impatto finanziario del superbonus sul bilancio dello Stato ha impedito all'Italia di scendere sotto la soglia del 3% nel rapporto deficit/Pil. Colpa dei 2,6 miliardi di crediti messi in conto nel 2025. Il mancato raggiungimento dell’obiettivo, per uno scostamento finale dello 0,1% appena, costringe però il Paese ad un altro anno di procedura di infrazione Ue per debito eccessivo.